La 'Pós-imagem' di Claudio Tozzi al MACC collega la sua arte grafica alla critica dello spettacolo di Debord
La mostra 'Pós-imagem' al Museu de Arte Contemporânea de Campinas (MACC) offre una nuova lettura della produzione grafica di Claudio Tozzi, avvicinandola più alla critica di Guy Debord sulla società dello spettacolo che alla Pop Art americana. Curata da Gabriel Ferreira Zacarias, la mostra presenta una panoramica non cronologica del lavoro di Tozzi dagli anni '60 agli anni '20, organizzata attorno al concetto di 'post-immagine'. Zacarias, che è anche direttore del Museu de Artes Visuais da Unicamp (MAV), sostiene che le immagini di Tozzi diventano autonome e mediano le relazioni sociali, simili alle merci. La mostra evidenzia l'uso da parte di Tozzi dell'immaginario della cultura di massa—segni, pubblicità, fumetti e fotoromanzi—nei suoi serigrafi della fase Nova Figuração, impiegando una strategia simile al détournement per creare nuovi significati. Esplora anche il senso fisiologico della post-immagine nelle sue opere degli anni '60, dove la solarizzazione crea una 'violenza luminosa' che lascia immagini residue sulla retina. Nella sua successiva fase geometrica, Tozzi si allontana dalla figurazione verso immagini astratte senza referenti chiari. Zacarias vede un impulso unificante nel lavoro di Tozzi: una ricerca di creazione visiva opposta alla strumentalizzazione mercantile delle immagini. La mostra si apre con due opere, 'Astronauta' (1969) e 'Território' (2020), donate da Tozzi al MAV, che ospita anche le collezioni di Geraldo de Barros e Anatol Wladyslaw, studiate dal gruppo di Zacarias.
Fatti principali
- La mostra 'Pós-imagem' al MACC di Campinas, in Brasile, presenta il lavoro grafico di Claudio Tozzi dagli anni '60 agli anni '20.
- Curata da Gabriel Ferreira Zacarias, che è anche direttore del MAV all'Unicamp.
- La mostra collega il lavoro di Tozzi alla critica di Guy Debord sulla società dello spettacolo.
- I serigrafi di Tozzi della fase Nova Figuração utilizzano immagini della cultura di massa come segni, pubblicità, fumetti e fotoromanzi.
- Il concetto di 'post-immagine' è esplorato in tre modi: come mediazione sociale, come immagine residua fisiologica e come astrazione nella sua successiva fase geometrica.
- Due opere, 'Astronauta' (1969) e 'Território' (2020), donate da Tozzi al MAV, sono esposte all'ingresso.
- Il MAV ospita anche le collezioni di Geraldo de Barros e Anatol Wladyslaw.
- La mostra è non cronologica e mette in relazione tempi e linguaggi diversi.
Entità
Artisti
- Claudio Tozzi
- Guy Debord
- Gabriel Ferreira Zacarias
- Geraldo de Barros
- Anatol Wladyslaw
Istituzioni
- Museu de Arte Contemporânea de Campinas (MACC)
- Museu de Artes Visuais da Unicamp (MAV)
Luoghi
- Campinas
- Brazil