Claude Minière difende Damien Hirst dalle critiche francesi
In una risposta pubblicata su art press numero 387 (marzo 2012), Claude Minière contesta le persistenti critiche francesi all'opera di Damien Hirst. Minière sostiene che la pratica di Hirst non è mero bluff, kitsch o commercio, ma una formalizzazione delle ansie contemporanee e delle fragili vittorie nelle società sviluppate. Egli afferma che l'arte di Hirst—con teschi, prodotti farmaceutici, diamanti e teche di vetro—riflette una profonda dipendenza dalla scienza per rimandare la morte e il decadimento corporeo, manifestandosi nel consumo di farmaci, protesi, ostentazione di ricchezza e tecniche di conservazione. Minière respinge i paragoni con la pittura accademica 'pompier' dell'Ottocento, collegando invece Hirst alla devozione enciclopedica disordinata per le scienze naturali che caratterizzò il XIX secolo. Egli afferma che l'opera di Hirst possiede una forte logica e sensibilità artistica, offrendo un'enfasi fredda piuttosto che una rappresentazione creativa, ma non priva di ambizione espressiva. Minière suggerisce che l'avversione francese deriva dalla mancanza di 'Poesia' in Hirst. La risposta è stata provocata dalla precedente posizione critica di Anaël Pigeat sulla stessa rivista.
Fatti principali
- Claude Minière ha scritto una risposta su art press numero 387 (marzo 2012).
- La risposta difende Damien Hirst dalle critiche negative francesi.
- Minière sostiene che l'opera di Hirst formalizza le ansie sociali riguardo alla scienza e alla morte.
- Respinge i paragoni con la pittura pompier dell'Ottocento.
- Collega Hirst alla devozione enciclopedica per le scienze naturali del XIX secolo.
- Minière identifica motivi chiave: teschio, farmacopea, diamante, teche di vetro.
- Afferma che l'estetica di Hirst è di enfasi fredda con ambizione espressiva.
- L'avversione francese per Hirst è attribuita a una mancanza di 'Poesia'.
Entità
Artisti
- Damien Hirst
- Claude Minière
- Anaël Pigeat
- Daniel Buren
Istituzioni
- art press
Luoghi
- France
- England
Fonti
- artpress —