Il 'Disordered Attention' di Claire Bishop esamina l'impatto digitale sulla spettatorialità artistica
Il libro di Claire Bishop 'Disordered Attention: How We Look at Art and Performance Today' analizza come la cultura digitale abbia trasformato il coinvolgimento del pubblico con l'arte contemporanea dagli anni '90. Pubblicato da Verso, l'edizione cartonata è prezzata a £18,99. Bishop contesta le critiche sulla disattenzione, sostenendo che le reti digitali hanno creato una spettatorialità ibrida e collettiva che va oltre i tradizionali binomi attenzione-distrazione. I quattro capitoli del libro esplorano mostre performative, arte basata sulla ricerca, interventi e revival modernisti. Le mostre performative presentano artisti come Tino Sehgal, Anne Imhof e Maria Hassabi, fondendo modalità teatrali e galleristiche. L'arte basata sulla ricerca discute Renée Green, Walid Raad e Forensic Architecture, evidenziando il passaggio da contro-storie a risposte attiviste in un'era di sovraccarico informativo. Gli interventi coprono movimenti dal Dada a Black Lives Matter, con esempi di Tania Bruguera e Pussy Riot, esaminando le contraddizioni politiche nell'attivismo globale. Bishop identifica una 'zona grigia' tra galleria e teatro che sconvolge l'attenzione normativa di stampo illuminista, promuovendo una spettatorialità più socievole e fluida. Si interroga se la spettatorialità sia plasmata da capitale e tecnologia, inquadrando questo come un polemico centrale della storia dell'arte. Il libro evita giudizi semplicistici, ripensando invece la spettatorialità come perennemente ibrida.
Fatti principali
- Claire Bishop ha scritto 'Disordered Attention: How We Look at Art and Performance Today'
- Il libro è stato pubblicato da Verso in edizione cartonata a £18,99
- Esamina l'impatto della cultura digitale sulla spettatorialità dell'arte contemporanea post anni '90
- Bishop si oppone alle denunce ansiose della disattenzione del pubblico
- Le mostre performative presentano gli artisti Tino Sehgal, Anne Imhof e Maria Hassabi
- L'arte basata sulla ricerca discute Renée Green, Walid Raad e Forensic Architecture
- Gli interventi coprono Dada, arte di protesta latinoamericana, Black Lives Matter, Tania Bruguera e Pussy Riot
- Bishop promuove una 'zona grigia' tra galleria e teatro per una spettatorialità socievole
Entità
Artisti
- Claire Bishop
- Tino Sehgal
- Anne Imhof
- Maria Hassabi
- Renée Green
- Walid Raad
- Tania Bruguera
Istituzioni
- Verso
- Forensic Architecture
- Pussy Riot
Luoghi
- Cuba
- Russia