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Il 'Disordered Attention' di Claire Bishop esamina l'impatto digitale sulla spettatorialità artistica

publication · 2026-04-20

Il libro di Claire Bishop 'Disordered Attention: How We Look at Art and Performance Today' analizza come la cultura digitale abbia trasformato il coinvolgimento del pubblico con l'arte contemporanea dagli anni '90. Pubblicato da Verso, l'edizione cartonata è prezzata a £18,99. Bishop contesta le critiche sulla disattenzione, sostenendo che le reti digitali hanno creato una spettatorialità ibrida e collettiva che va oltre i tradizionali binomi attenzione-distrazione. I quattro capitoli del libro esplorano mostre performative, arte basata sulla ricerca, interventi e revival modernisti. Le mostre performative presentano artisti come Tino Sehgal, Anne Imhof e Maria Hassabi, fondendo modalità teatrali e galleristiche. L'arte basata sulla ricerca discute Renée Green, Walid Raad e Forensic Architecture, evidenziando il passaggio da contro-storie a risposte attiviste in un'era di sovraccarico informativo. Gli interventi coprono movimenti dal Dada a Black Lives Matter, con esempi di Tania Bruguera e Pussy Riot, esaminando le contraddizioni politiche nell'attivismo globale. Bishop identifica una 'zona grigia' tra galleria e teatro che sconvolge l'attenzione normativa di stampo illuminista, promuovendo una spettatorialità più socievole e fluida. Si interroga se la spettatorialità sia plasmata da capitale e tecnologia, inquadrando questo come un polemico centrale della storia dell'arte. Il libro evita giudizi semplicistici, ripensando invece la spettatorialità come perennemente ibrida.

Fatti principali

  • Claire Bishop ha scritto 'Disordered Attention: How We Look at Art and Performance Today'
  • Il libro è stato pubblicato da Verso in edizione cartonata a £18,99
  • Esamina l'impatto della cultura digitale sulla spettatorialità dell'arte contemporanea post anni '90
  • Bishop si oppone alle denunce ansiose della disattenzione del pubblico
  • Le mostre performative presentano gli artisti Tino Sehgal, Anne Imhof e Maria Hassabi
  • L'arte basata sulla ricerca discute Renée Green, Walid Raad e Forensic Architecture
  • Gli interventi coprono Dada, arte di protesta latinoamericana, Black Lives Matter, Tania Bruguera e Pussy Riot
  • Bishop promuove una 'zona grigia' tra galleria e teatro per una spettatorialità socievole

Entità

Artisti

  • Claire Bishop
  • Tino Sehgal
  • Anne Imhof
  • Maria Hassabi
  • Renée Green
  • Walid Raad
  • Tania Bruguera

Istituzioni

  • Verso
  • Forensic Architecture
  • Pussy Riot

Luoghi

  • Cuba
  • Russia

Fonti