Christopher K. Ho Rielabora l'Eredità dell'Hotel Hawaiano al Bronx Museum
L'artista Christopher K. Ho ha ribattezzato lo spazio esterno del Bronx Museum 'Don Ho Terrace' per la sua mostra Aloha to the World at the Don Ho Terrace, visitabile fino al 6 gennaio. L'esposizione reinterpreta il demolito hotel Miramar di Waikiki, Honolulu, costruito nel 1961, attraverso un banner di 11,5 metri che mostra un'immagine pixelata della sua facciata. Questo banner presenta un mosaico in ceramica del Bodhisattva Guanyin, originariamente realizzato da un italiano per le grondaie in stile cinese dell'hotel, evidenziando l'ibridità culturale rivolta ai turisti americani. All'interno, una vetrina in acrilico grigio contiene memorabilia come i dischi in vinile di Don Ho, i menu dell'hotel e oggetti kitsch, evocando nostalgia per la prima globalizzazione. Altoparlanti in finto granito e corallo diffondono musica di erhu, amplificando l'artificiosità. Ho traccia parallelismi tra l'hotel e le istituzioni d'arte contemporanea come zone di contatto liminali, criticando la loro svolta verso operazioni commerciali in mezzo ai tagli ai finanziamenti. La mostra riflette sul multiculturalismo in America durante gli anni '60 e '70, quando il successo di Don Ho Tiny Bubbles (1966) promuoveva il tempo libero hawaiano. Ho, spesso scambiato da bambino per un parente di Don Ho, utilizza questa connessione personale per esplorare temi di simulazione e commerciabilità nell'arte d'esportazione postmoderna.
Fatti principali
- La mostra di Christopher K. Ho Aloha to the World at the Don Ho Terrace è visitabile fino al 6 gennaio al The Bronx Museum of the Arts di New York.
- Lo spazio espositivo all'aperto è stato ribattezzato 'Don Ho Terrace' in onore del cantante hawaiano Don Ho, noto per il successo del 1966 Tiny Bubbles.
- Un banner di 11,5 metri raffigura il demolito hotel Miramar di Waikiki, Honolulu, costruito nel 1961, con un'immagine pixelata della sua facciata.
- La facciata dell'hotel includeva un mosaico in ceramica del Bodhisattva Guanyin, realizzato da un italiano per un design in stile cinese per attirare clienti americani.
- All'interno, una vetrina in acrilico grigio espone memorabilia come i vinili di Don Ho, i menu dell'hotel, un portacenere e oggetti kitsch.
- Altoparlanti in finto granito e corallo diffondono musica di erhu, accentuando il senso di artificiosità e performance culturale.
- Ho esplora parallelismi tra l'hotel e le istituzioni artistiche come zone liminali dove le culture convergono, criticandone la commercializzazione.
- La mostra fa riferimento alla prima globalizzazione e al multiculturalismo in America durante gli anni '60 e '70, con le Hawaii come arcadia accessibile.
Entità
Artisti
- Christopher K. Ho
- Don Ho
Istituzioni
- The Bronx Museum of the Arts
- ArtReview
Luoghi
- New York
- United States
- Bronx
- Honolulu
- Hawaii
- Waikiki
- Hong Kong
- China
- Los Angeles
- Gobi Desert
- Dunhuang