The Floating Piers di Christo: Un capolavoro di land art esperienziale
In una conversazione pubblicata su Artribune, i critici Massimo Mattioli e Daniele Capra riflettono su The Floating Piers di Christo, installato sul Lago d'Iseo nel giugno 2016. Mattioli sostiene che l'opera sia stata completata solo quando il primo visitatore vi è salito, sottolineandone la natura esperienziale. Capra concorda, notando che l'intervento di land art e arte pubblica trova il suo significato unicamente nell'atto del camminare, paragonandolo al camminare sull'acqua, una categoria dell'impossibile e del miracoloso. Entrambi i critici respingono le critiche di chi non ha vissuto l'opera in prima persona. Mattioli descrive la sua anteprima del 16 giugno, due giorni prima dell'apertura al pubblico, e sostiene che la potenza dell'opera risieda nella moltitudine, paragonando la reazione collettiva a The Weather Project di Olafur Eliasson alla Tate Modern nel 2003. Capra difende lo status di evento dell'opera, notando che la durata limitata di Christo impone un'agenda ai visitatori. Mattioli critica l'autodistruttiva critica italiana, citando le lamentele dell'associazione Codacons sui costi pubblici, mentre osserva che il progetto ha attirato oltre 1 milione di visitatori in 16 giorni e generato un beneficio economico stimato di 100 milioni di euro. I critici discutono anche degli ostacoli burocratici affrontati dai progetti di arte pubblica in Italia, confrontando l'esperienza di Christo con quella di William Kentridge a Roma. Capra contrappone le tradizioni italiane di arte pubblica a quelle anglosassoni, basate sulla comunità, e fa riferimento al saggio di Pietro Gaglianò L'ossessione del visibile.
Fatti principali
- The Floating Piers di Christo è stato installato sul Lago d'Iseo nel giugno 2016.
- Massimo Mattioli ha visto l'opera in anteprima il 16 giugno 2016, due giorni prima dell'apertura al pubblico.
- L'opera ha attirato oltre 1 milione di visitatori in 16 giorni.
- Il progetto ha generato un beneficio economico stimato di 100 milioni di euro.
- Mattioli paragona la reazione collettiva a The Weather Project di Olafur Eliasson alla Tate Modern nel 2003.
- Capra descrive il camminare sull'acqua come una categoria dell'impossibile e del miracoloso.
- L'associazione Codacons ha criticato il progetto per i costi pubblici.
- La conversazione fa riferimento al progetto di arte pubblica di William Kentridge a Roma.
- Capra cita il saggio di Pietro Gaglianò L'ossessione del visibile sull'arte pubblica in Italia.
Entità
Artisti
- Christo
- Olafur Eliasson
- William Kentridge
- Pietro Gaglianò
- Philippe Daverio
- Tommaso Labranca
- Mimmo Franzinelli
- Massimo Mattioli
Istituzioni
- Artribune
- Codacons
- Tate Modern
- bergamonews
- Libero
- Corriere della Sera
Luoghi
- Lake Iseo
- Italy
- Rome
- London
- Switzerland
- Germany
- France
- Louvre
- Palace of Versailles