L'astrazione post-melanconica di Christine Buci-Glucksmann
Nel suo ultimo libro, Christine Buci-Glucksmann ripensa la crisi del modernismo analizzando l'astrazione attraverso i modelli operativi della mappa, del diagramma e dell'inflessione. Sostiene che il ciclo d'avanguardia sia terminato e presenta il lavoro di Steve Dawson come emblematico di uno sguardo post-melanconico che trascende i limiti modernisti. Dawson, un pittore del 'tempo-affetto' radicato nella tradizione asiatica, usa motivi floreali come metafore dell'istante. Buci-Glucksmann traccia un'archeologia floreale dalle Vanitas olandesi del XVII secolo attraverso Van Gogh e Monet fino agli astratti floreali contemporanei di Najia Mehadji, David Reed, Miguel Chevalier e Lydia Dona. Il titolo del libro racchiude una vittoria personale e concettuale sulla melanconia occidentale, sostenendo un'estetica dell'effimero che abbraccia lo 'spirito dell'onda' e le modulazioni temporali. Come erede deleuziana, mette in guardia contro un paradigma depressivo fissato sul trauma storico, esortando a un modello attento alla fragilità globale e al futuro.
Fatti principali
- Christine Buci-Glucksmann ha pubblicato 'Au-delà de la mélancolie' con Éditions Galilée.
- Il libro ripensa la crisi del modernismo e la fine del ciclo d'avanguardia.
- L'astrazione è analizzata tramite mappa, diagramma e inflessione.
- Steve Dawson è presentato come emblematico di uno sguardo post-melanconico.
- I motivi floreali di Dawson sono metafore dell'istante, ispirati alla tradizione asiatica.
- Un'archeologia floreale spazia dalle Vanitas olandesi del XVII secolo a Van Gogh, Monet e artisti contemporanei.
- Artisti contemporanei citati: Najia Mehadji, David Reed, Miguel Chevalier, Lydia Dona.
- Il libro sostiene un'estetica dell'effimero contro un paradigma depressivo.
Entità
Artisti
- Christine Buci-Glucksmann
- Steve Dawson
- Najia Mehadji
- David Reed
- Miguel Chevalier
- Lydia Dona
- Vincent van Gogh
- Claude Monet
Istituzioni
- Éditions Galilée
Fonti
- artpress —