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Le riflessioni di Christian Caliandro sull'impermanenza e la resistenza nell'arte

opinion-review · 2026-05-05

Christian Caliandro, storico dell'arte e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, pubblica un saggio poetico e critico sulla condizione di vivere e creare nell'impermanenza. Sostiene un'arte che resista all'istituzionalizzazione, abbracci la precarietà e operi al di fuori del mondo dell'arte guidato dalla performance. Caliandro si rifà a riferimenti come Max Ernst e James Rosenquist, e cita lo scrittore George Saunders sul lavorare in modo inefficiente. Critica i musei come spazi 'cimiteriali e concentrazionari', citando Giorgio Manganelli, e invita a concentrarsi sugli artisti che costruiscono modi alternativi di esistenza. Il saggio tocca anche ricordi personali, come guardare 'Beautiful' e ricevere un telescopio da bambino.

Fatti principali

  • Christian Caliandro è uno storico dell'arte contemporanea e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
  • Il saggio discute il concetto di 'essere-presenti-scomparendo'.
  • Caliandro fa riferimento al dipinto 'Il bacio' (1927) di Max Ernst e a 'Isotope' (1979) di James Rosenquist.
  • Cita George Saunders sul lavorare in modo inefficiente con strumenti difettosi.
  • Caliandro cita la descrizione di Giorgio Manganelli del museo come luogo 'cimiteriale e concentrazionario'.
  • Il saggio include un ricordo personale di guardare 'Beautiful' e ricevere un telescopio negli anni '80.
  • Caliandro è membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel gennaio 2018.

Entità

Artisti

  • Christian Caliandro
  • Max Ernst
  • James Rosenquist
  • George Saunders
  • Giorgio Manganelli

Istituzioni

  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Symbola Fondazione per le Qualità italiane
  • Artribune

Luoghi

  • Firenze
  • Italy

Fonti