Le riflessioni di Christian Caliandro sull'impermanenza e la resistenza nell'arte
Christian Caliandro, storico dell'arte e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, pubblica un saggio poetico e critico sulla condizione di vivere e creare nell'impermanenza. Sostiene un'arte che resista all'istituzionalizzazione, abbracci la precarietà e operi al di fuori del mondo dell'arte guidato dalla performance. Caliandro si rifà a riferimenti come Max Ernst e James Rosenquist, e cita lo scrittore George Saunders sul lavorare in modo inefficiente. Critica i musei come spazi 'cimiteriali e concentrazionari', citando Giorgio Manganelli, e invita a concentrarsi sugli artisti che costruiscono modi alternativi di esistenza. Il saggio tocca anche ricordi personali, come guardare 'Beautiful' e ricevere un telescopio da bambino.
Fatti principali
- Christian Caliandro è uno storico dell'arte contemporanea e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- Il saggio discute il concetto di 'essere-presenti-scomparendo'.
- Caliandro fa riferimento al dipinto 'Il bacio' (1927) di Max Ernst e a 'Isotope' (1979) di James Rosenquist.
- Cita George Saunders sul lavorare in modo inefficiente con strumenti difettosi.
- Caliandro cita la descrizione di Giorgio Manganelli del museo come luogo 'cimiteriale e concentrazionario'.
- Il saggio include un ricordo personale di guardare 'Beautiful' e ricevere un telescopio negli anni '80.
- Caliandro è membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel gennaio 2018.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Max Ernst
- James Rosenquist
- George Saunders
- Giorgio Manganelli
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
- Artribune
Luoghi
- Firenze
- Italy