Christian Caliandro su tempo, memoria e identità artistica
In questo articolo di opinione per Artribune, Christian Caliandro (nato nel 1979), storico dell'arte e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, riflette sulla natura del tempo, della memoria e della paternità artistica. Sostiene che il tempo lineare e direzionale è una costruzione maschile, mentre il tempo è in realtà elastico, aperto e femminile. Attingendo a 'Burnt Norton' di T. S. Eliot dai Quattro Quartetti (Garzanti, Milano, 1976), suggerisce che passato e futuro coesistono in un eterno presente. Caliandro sostiene che la memoria è soggettiva e fallibile, e che la storia – la memoria collettiva – è altrettanto mutevole e incompleta, ma può essere corretta e integrata. Critica la semplificazione spettacolare del tempo in frammenti digeribili, sostenendo di vivere in epoche multiple simultaneamente. Sull'autorialità, si riferisce a 'I giocatori di Titano' di Philip K. Dick (Fanucci Editore, Roma, 2000) per sostenere che essere un 'Autore' o 'Artista' oggi significa arrendersi a ruoli e retoriche artificiali, mentre la libertà creativa sta nel non scegliere un unico modo ma nell'adottare tutti gli stili e i percorsi – come l'improvvisazione jazz. Il pezzo fa parte di una serie sull'arte di comunità, con precedenti puntate su cosa significhi oggi l'arte di comunità. Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola per le Qualità Italiane e ha pubblicato ampiamente.
Fatti principali
- Christian Caliandro è uno storico dell'arte e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- L'articolo fa riferimento a 'Burnt Norton' di T. S. Eliot dai Quattro Quartetti (Garzanti, Milano, 1976).
- Caliandro sostiene che il tempo lineare è maschile e che il tempo è elastico, aperto e femminile.
- Cita William Faulkner: 'Il passato non è morto e sepolto. In realtà, non è nemmeno passato.'
- L'articolo discute la memoria come soggettiva, fallibile e incompleta.
- La storia è descritta come mutevole, imperfetta e soggettiva, ma correggibile.
- Caliandro fa riferimento a 'I giocatori di Titano' di Philip K. Dick (Fanucci Editore, Roma, 2000).
- Sostiene che la libertà creativa sta nel non scegliere un unico modo ma nell'adottare tutti gli stili.
- Il pezzo fa parte di una serie sull'arte di comunità su Artribune.
- Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola per le Qualità Italiane.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Artribune
- Garzanti
- Fanucci Editore
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
Luoghi
- Firenze
- Italy
- Milan