Christian Caliandro sul discorso del 1992 di Rosaria Schifani e su Dogman di Garrone
Christian Caliandro riflette su due voci dentro Rosaria Schifani, vedova dell'agente Vito Schifani, durante il suo discorso alla Chiesa di San Domenico a Palermo il 25 maggio 1992. La descrive animata da un soffio divino, divisa tra Dio e lo Stato, Libertà e Autorità. Le sue parole, rivolte ai mafiosi presenti, offrono perdono ma chiedono pentimento e cambiamento radicale. Caliandro contrappone questo a una narrazione frammentata di esaurimento, citando una Renault rossa con un cadavere accartocciato, un giudice disintegrato in autostrada e un gentiluomo siciliano anti-italiano, animato da servizio, amarezza e sconsideratezza malinconica. Menziona Letizia Battaglia e Rosaria Schifani, Palermo, 1992. Caliandro analizza poi il film Dogman di Matteo Garrone, sostenendo che violenza e droga rappresentano un mondo che finisce, mentre il futuro risiede nella dolcezza di Marcello, nella sua capacità di creare relazioni e comunità in un luogo liminale. Cita la scena del cane rianimato dal congelatore e i pranzi all'aperto con gli amici come esempi di amore, che vede come il futuro.
Fatti principali
- Rosaria Schifani parlò alla Chiesa di San Domenico a Palermo il 25 maggio 1992.
- Era la vedova dell'agente Vito Schifani.
- Il suo discorso si rivolgeva ai mafiosi presenti, offrendo perdono ma chiedendo pentimento.
- Christian Caliandro ha scritto questa riflessione per Artribune.
- Caliandro cita Letizia Battaglia e Rosaria Schifani, Palermo, 1992.
- Caliandro analizza il film Dogman di Matteo Garrone.
- Sostiene che violenza e droga in Dogman rappresentano un mondo che finisce.
- Il futuro in Dogman è rappresentato dall'amore e dalla comunità di Marcello.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Rosaria Schifani
- Vito Schifani
- Letizia Battaglia
- Matteo Garrone
Istituzioni
- Artribune
- Chiesa di San Domenico
Luoghi
- Palermo
- Italy