Christian Caliandro sulla nostalgia come estrazione capitalistica nella cultura
In una recente intervista con Matt Everitt, Robert Smith dei The Cure ha dichiarato che il titolo dell'ultimo album della band, "Songs of a Lost World", deriva dalla sua convinzione che l'umanità abbia raggiunto il picco a metà degli anni '70 e sia in declino da allora. Smith ha ricordato di aver visto lo sbarco sulla Luna all'età di dieci anni e di aver sentito che il mondo era su una traiettoria ascendente fino al 1975 circa, quando ha compiuto 16 anni. Christian Caliandro, storico dell'arte e professore all'Accademia di Belle Arti di Firenze, utilizza le osservazioni di Smith come trampolino di lancio per criticare la nostalgia come asse centrale della cultura postmoderna. Sostiene che la nostalgia – uno sguardo idealizzante sul passato – sia sia un motore che una conseguenza della paura del presente e del futuro. Caliandro afferma che questa cornice temporale ha plasmato il ragionamento causa-effetto e l'interpretazione culturale, riducendo opere d'arte ed epoche a beni di consumo sotto il capitalismo. Propone il concetto di "antinostalgia" come pratica concreta di resistenza, ma insiste sul fatto che deve confrontarsi con l'attuale contesto di conflitti, contraddizioni e disuguaglianze, in gran parte plasmati dalla nostalgia come rifiuto della realtà e negazione del trauma storico. L'articolo fa riferimento ai romanzi di Philip K. Dick "The Crack in Space" (1966) e "Counter-Clock World" (1967) come prime metafore di questa inversione temporale. Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze e fa parte del comitato scientifico della Fondazione Symbola per le Qualità Italiane.
Fatti principali
- Robert Smith dei The Cure ha dichiarato che l'umanità ha raggiunto il picco a metà degli anni '70 ed è in declino da allora.
- Smith ha ricordato di aver visto lo sbarco sulla Luna all'età di dieci anni e di aver sentito che il mondo stava migliorando fino al 1975.
- L'album dei The Cure 'Songs of a Lost World' è intitolato in base al senso di un mondo perduto di Smith.
- Christian Caliandro sostiene che la nostalgia sia l'asse centrale della cultura postmoderna.
- Caliandro afferma che la nostalgia è sia un motore che una conseguenza della paura del presente e del futuro.
- Sostiene che la nostalgia riduce opere d'arte ed epoche a beni di consumo sotto il capitalismo.
- Caliandro propone l'antinostalgia come pratica di resistenza, ma insiste che deve confrontarsi con il contesto attuale.
- L'articolo fa riferimento ai romanzi di Philip K. Dick del 1966 e 1967 come metafore dell'inversione temporale.
Entità
Artisti
- Robert Smith
- Christian Caliandro
- Philip K. Dick
Istituzioni
- The Cure
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Foundation for Italian Qualities
- Artribune
Luoghi
- Firenze
- Italy