Christian Caliandro: L'arte contemporanea ha perso la sua spinta trasformativa
In un saggio critico pubblicato su Artribune, Christian Caliandro sostiene che l'arte contemporanea ha abbandonato la sua ambizione trasformativa, accontentandosi invece di un ridisegno superficiale della forma del mondo piuttosto che sfidarne le strutture sottostanti. Attingendo a Proust, Debord e David Foster Wallace, Caliandro distingue tra artisti che accettano le condizioni date e quelli che cercano di cambiarle. Collega questo conservatorismo artistico a più ampi cambiamenti socioeconomici: l'eliminazione post-industriale del lavoro di massa, l'ascesa del lavoro precario che rispecchia le condizioni pre-marxiste e la concentrazione della ricchezza a scapito del lavoro collettivo. Il saggio appare in Artribune Magazine #36.
Fatti principali
- Saggio di Christian Caliandro pubblicato su Artribune
- Distingue tra arte conservatrice e trasformativa
- Riferimenti a Proust, Debord e David Foster Wallace
- Collega l'atteggiamento artistico alle condizioni lavorative post-industriali
- Sostiene che l'arte contemporanea accetta il mondo così com'è
- Pubblicato in Artribune Magazine #36
- Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze
- Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Philip Guston
- George Grosz
- Marcel Proust
- Guy Debord
- David Foster Wallace
Istituzioni
- Artribune
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
- McKee Gallery
- The Robert Gore Rifkind Collection
Luoghi
- New York
- Los Angeles
- Firenze
- Italy
- United States
- England