Christian Caliandro sostiene un'arte 'sfrangiata' che si fonde con la realtà
In un saggio filosofico su Artribune, Christian Caliandro sostiene che l'arte contemporanea dovrebbe abbandonare l'autoaffermazione e diventare invece 'sfrangiata', fondendosi con il flusso della realtà. Attingendo a Henry Miller e Jack Kerouac, critica le opere d'arte che segnalano aggressivamente il loro status di arte. Caliandro promuove pratiche relazionali, collettive e immateriali che privilegiano l'incontro rispetto all'esposizione. Mette in guardia dall'ossessione dell'artista per il controllo e l'autorialità, che elimina l'imprevisto. Il saggio fa parte di una serie sull'arte 'sfrangiata' pubblicata da Artribune.
Fatti principali
- Christian Caliandro ha pubblicato un saggio su Artribune dal titolo 'L’arte oggi deve essere utile?'
- Il saggio sostiene un'arte 'sfrangiata' che si fonde con la realtà.
- Caliandro cita 'Tropico del Cancro' di Henry Miller e 'Vanità di Duluoz' di Jack Kerouac.
- Critica le opere d'arte che segnalano apertamente il loro status di arte.
- Il saggio promuove pratiche artistiche relazionali, collettive e immateriali.
- Caliandro insegna storia dell'arte contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- Il saggio fa parte di una serie sull'arte 'sfrangiata' su Artribune.
- Caliandro è membro del comitato scientifico della Fondazione Symbola.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Henry Miller
- Jack Kerouac
- Zineb Sedira
Istituzioni
- Artribune
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
- Castelvecchi Editore
- Mondadori
- Institut français
- Biennale di Venezia
Luoghi
- Venezia
- Italia
- Firenze