La svolta nazionalista della Cina durante la crisi finanziaria del 2009
In un articolo del novembre 2009 per art press, Estelle Bories esamina il rischio di un ripiegamento nazionalista nel mondo dell'arte cinese durante la crisi finanziaria globale. Il pezzo, parte di una serie sull'impatto mondiale della crisi, avverte che le pressioni economiche potrebbero alimentare politiche culturali introverse, soffocando potenzialmente lo scambio internazionale che aveva caratterizzato la scena dell'arte contemporanea cinese nel decennio precedente. Bories sottolinea come la crisi potrebbe accelerare uno spostamento verso un nazionalismo sponsorizzato dallo stato, influenzando artisti, gallerie e istituzioni. L'articolo si basa su osservazioni del calo del mercato dell'arte del 2009, notando che collezionisti e istituzioni cinesi stavano sempre più privilegiando l'arte domestica rispetto agli acquisti internazionali. Questa tendenza, sostiene Bories, potrebbe portare a un ecosistema artistico più insulare, minando il dialogo globale che era fiorito dall'inizio degli anni 2000. Il pezzo funge da commento critico sull'intersezione tra economia, politica e cultura, esortando alla vigilanza contro gli impulsi protezionistici.
Fatti principali
- Articolo di Estelle Bories pubblicato su art press numero 361 nel novembre 2009
- Parte di una serie 'Tour du monde de la crise' che esamina la crisi finanziaria globale
- Si concentra sul rischio di ripiegamento nazionalista della Cina nel mondo dell'arte
- Avverte che le pressioni economiche potrebbero portare a politiche culturali introverse
- Nota uno spostamento verso un nazionalismo sponsorizzato dallo stato che influenza artisti e istituzioni
- Osserva che collezionisti e istituzioni cinesi hanno privilegiato l'arte domestica durante la recessione
- Sostiene che questa tendenza potrebbe minare il dialogo artistico internazionale
- Funge da commento critico su economia, politica e cultura
Entità
Istituzioni
- art press
Luoghi
- China
Fonti
- artpress —