ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La strategia di soft power culturale della Cina in Africa

cultural-heritage · 2026-04-27

La Cina sta sfruttando il soft power per espandere la propria influenza culturale in Africa, come dimostra la serie 'Classici citati da Xi Jinping' lanciata durante la visita di Stato del Presidente in Sudafrica. La serie mira a insegnare la cultura tradizionale cinese al pubblico africano, presentandola come parte integrante della politica cinese contemporanea. Ciò fa parte di una strategia più ampia: dalla fine degli anni '90, la Cina ha finanziato e costruito gran parte dell'infrastruttura digitale africana e numerosi altri progetti (strade, autostrade, miniere), richiedendo una presenza fisica cinese nelle città africane. Il mandarino è ora insegnato nelle scuole secondarie in Uganda, Kenya, Tanzania e Sudafrica; in Kenya, i bambini a partire dai 10 anni possono studiare cinese. L'approccio segue una sequenza: capitale, infrastrutture, commercio, poi cultura. La Cina esporta il suo sé contemporaneo, usando il patrimonio come valore aggiunto. L'articolo, di Stefano Monti su Artribune, contrappone questo all'incapacità dell'Italia di radicarsi in altre economie, lasciando invece che altri investano nel suo stile di vita. Monti sostiene che l'Italia dovrebbe investire nelle sue Industrie Culturali e Creative per costruire vantaggi competitivi e partnership a lungo termine.

Fatti principali

  • La Cina ha lanciato la serie 'Classici citati da Xi Jinping' durante la visita di Stato di Xi in Sudafrica.
  • La serie mira a trasferire conoscenze sulla cultura tradizionale cinese agli spettatori africani.
  • Dalla fine degli anni '90, la Cina ha finanziato e costruito gran parte dell'infrastruttura digitale africana.
  • La Cina ha anche investito in strade, autostrade, miniere e altre infrastrutture in Africa.
  • Il mandarino è insegnato nelle scuole secondarie in Uganda, Kenya, Tanzania e Sudafrica.
  • In Kenya, i bambini a partire dai 10 anni possono studiare cinese.
  • La strategia di soft power cinese segue una sequenza: capitale, infrastrutture, commercio, poi cultura.
  • L'articolo è stato scritto da Stefano Monti per Artribune.
  • Monti contrappone l'approccio cinese a quello italiano, che si concentra sul patrimonio piuttosto che sul radicamento in altre economie.
  • Monti suggerisce che l'Italia investa nelle sue Industrie Culturali e Creative per costruire partnership a lungo termine.

Entità

Istituzioni

  • China Media Group
  • ISPI
  • Corriere della Sera
  • Artribune
  • Monti&Taft

Luoghi

  • China
  • Africa
  • South Africa
  • Uganda
  • Kenya
  • Tanzania
  • Italy

Fonti