I manifesti femministi di Cheap sfidano le disparità di genere in Italia
Il collettivo bolognese Cheap ha lanciato una campagna di manifesti di strada intitolata 'Sabotage' che utilizza la comunicazione di guerriglia per evidenziare le persistenti disuguaglianze di genere in Italia. I manifesti, affissi su cartelloni pubblicitari urbani in disuso riattivati dal gruppo, riportano slogan come 'Se sei donna e puoi votare, ringrazia una femminista' e 'Se sei donna e puoi divorziare, ringrazia una femminista.' La campagna include deliberatamente un'inesattezza provocatoria: un manifesto afferma che le donne possono praticare sport professionistici grazie al femminismo, ma la legge italiana (91/1981) non riconosce le atlete come professioniste, lasciandole classificate come dilettanti. Solo quattro federazioni sportive nazionali (calcio, basket, golf, ciclismo) hanno istituito lo status professionistico, e solo per gli uomini. Cheap riconosce questo 'errore' come un promemoria che il femminismo è ancora necessario. Il collettivo, fondato nel 2013, emette annualmente un bando per artisti per progettare manifesti su un tema; il tema del 2019 era 'Sabotage.' La campagna fa riferimento a importanti vittorie femministe italiane: suffragio universale nel 1945, referendum sul divorzio nel 1974, legge sull'aborto nel 1978, abolizione del delitto d'onore e del matrimonio riparatore nel 1981, e criminalizzazione della violenza sessuale nel 1996. I manifesti indirizzano anche gli spettatori a schooloffeminism.org, una piattaforma no-profit per l'educazione femminista.
Fatti principali
- Il collettivo Cheap ha lanciato manifesti femministi a Bologna nel 2019
- I manifesti presentano slogan che ringraziano le femministe per i diritti delle donne
- Un manifesto afferma falsamente che le donne possono praticare sport professionistici
- La legge italiana 91/1981 non riconosce le atlete come professioniste
- Solo quattro federazioni sportive hanno status professionistico, solo per uomini
- Il bando annuale di Cheap per artisti nel 2019 ha utilizzato il tema 'Sabotage'
- I manifesti sono esposti su cartelloni pubblicitari urbani in disuso riattivati da Cheap
- La campagna fa riferimento a traguardi femministi dal 1945 al 1996
Entità
Artisti
- Cheap
- Michele Lapini
- Helga Marsala
Istituzioni
- Cheap
- School of Feminism
- CONI
- Artribune
Luoghi
- Bologna
- Italy
- viale Masini