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I poster 'Tette Fuori' del Cheap Festival sfidano la censura del corpo femminile e la disinformazione a Bologna

exhibition · 2026-04-27

Il collettivo Cheap Festival torna a Bologna con 'Tette Fuori', un'iniziativa di arte pubblica che affronta la sessualizzazione del corpo femminile, concentrandosi sul seno. Il progetto sfida le ideologie culturali e politiche che limitano l'autonomia delle donne, in particolare alla luce della censura di Instagram sui capezzoli femminili. Il suo obiettivo è promuovere un ambiente più giusto. Inoltre, Cheap ha lanciato una campagna di poster per contrastare la disinformazione dopo che il Ministero della Salute italiano ha rivisto le linee guida sulla pillola abortiva RU486, opponendosi agli annunci pro-vita con il messaggio: 'RU486 non è veleno. Il vero veleno è la disinformazione.' Cheap sostiene anche gli sforzi di Maghweb per un'informazione scientificamente accurata. Sara Manfredi ha dichiarato: 'Abbiamo scelto di pubblicare un manifesto che riporta il dibattito su basi scientifiche.' La call annuale per artisti, POST, rimane aperta fino a giugno.

Fatti principali

  • Il Cheap Festival torna a Bologna con il progetto di arte pubblica 'Tette Fuori'.
  • 'Tette Fuori' affronta la sessualizzazione del corpo femminile, in particolare del seno.
  • Instagram ha censurato le immagini di capezzoli femminili, costringendo Cheap a censurare i propri post.
  • Cheap ha lanciato una campagna di poster contro la disinformazione sulla pillola abortiva RU486.
  • I cartelloni pro-vita raffiguravano la RU486 come 'velenosa come la mela di Biancaneve'.
  • Il contro-poster di Cheap afferma: 'RU486 non è veleno. Il vero veleno è la disinformazione.'
  • La campagna sostiene la contro-campagna di Maghweb.
  • La call annuale per artisti POST è aperta fino a giugno, incentrata sui futuri post-pandemia.

Entità

Artisti

  • Sara Manfredi
  • Marlene L. Müller

Istituzioni

  • Cheap Festival
  • School of feminism
  • Maghweb
  • Artribune

Luoghi

  • Bologna
  • Italy

Fonti