Chantal Akerman parla della sua installazione 'Maniac Shadows' e della sua pratica interdisciplinare
In un'intervista con la curatrice Alaina Claire Feldman, Chantal Akerman discute la sua installazione video a cinque canali 'Maniac Shadows' (2013), esposta al The Kitchen di New York. L'opera presenta frammenti video spontanei che mostrano l'artista in vari contesti, tra cui il suo appartamento newyorkese, una festa di strada e l'appartamento di sua madre a Bruxelles. Akerman spiega che l'installazione è stata realizzata durante una 'fase maniacale' e che il titolo si riferisce alle ombre presenti nell'opera. Parla del suo approccio all'arte installativa, iniziato per caso negli anni '90 quando Kathy Halbreich la invitò a creare un'opera al Walker Art Center. Akerman sottolinea che non passa da un medium all'altro, ma lavora attraverso cinema, scrittura e installazione come preferisce. Nota che le installazioni le permettono di giocare con lo spazio fisico e il tempo in modo diverso rispetto al cinema. L'intervista tocca anche l'influenza della regista femminista Delphine Seyrig e del gruppo militante Les Insomuses. Akerman afferma che il pubblico non la riguarda e preferisce lavorare da sola o solo con la sua montatrice. L'installazione 'Maniac Shadows' è stata girata in più luoghi, tra cui Bruxelles, Oklahoma, Cape Cod, New York e Boston.
Fatti principali
- L'installazione video a cinque canali 'Maniac Shadows' (2013) di Chantal Akerman è stata esposta al The Kitchen di New York.
- L'installazione presenta frammenti video spontanei che mostrano Akerman nel suo appartamento newyorkese, a una festa di strada e nell'appartamento di sua madre a Bruxelles.
- Akerman ha realizzato l'opera durante una 'fase maniacale' e l'ha intitolata 'Maniac Shadows' a causa delle ombre presenti nel pezzo.
- Akerman ha iniziato a realizzare installazioni per caso negli anni '90, quando Kathy Halbreich la invitò a creare un'opera al Walker Art Center.
- Akerman lavora attraverso cinema, scrittura e installazione come preferisce e non lo considera un cambiamento di medium.
- Akerman afferma che il pubblico non la riguarda e preferisce lavorare da sola o solo con la sua montatrice.
- L'intervista discute l'influenza della regista femminista Delphine Seyrig e del gruppo Les Insomuses.
- L'installazione è stata girata in più luoghi, tra cui Bruxelles, Oklahoma, Cape Cod, New York e Boston.
Entità
Artisti
- Chantal Akerman
- Alaina Claire Feldman
- Delphine Seyrig
- Jane Fonda
- Anne Wiazemsky
- Jean-Luc Godard
- Kathy Halbreich
Istituzioni
- The Kitchen
- Walker Art Center
- Criterion Collection
- Les Insomuses
Luoghi
- New York
- Brussels
- Oklahoma
- Cape Cod
- Boston
- Paris
- Manhattan
Fonti
- Afterall —