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Piatti di ceramica distrutti in protesta contro la violenza domestica

artist · 2026-04-27

Le artiste Silvia Levenson e Natalia Saurin hanno concluso il loro progetto in tre atti 'Il luogo più pericoloso' con una performance video in cui vengono frantumati piatti di ceramica recanti frasi che minimizzano la violenza domestica, come 'mia o di nessuno', 'ti picchio ma ti amo' e 'è stato un raptus'. Il progetto è stato ispirato da un rapporto ONU del 2018 che ha rilevato che il luogo più pericoloso per le donne è la loro stessa casa: delle 87.000 donne uccise in tutto il mondo quell'anno, il 58% è stato assassinato da partner o familiari. I piatti sono stati esposti per la prima volta nel 2019 al Museo del Novecento di Firenze in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Nel 2020, una mostra prevista nel cortile di Palazzo Reale a Milano è stata cancellata a causa della pandemia; invece, le artiste, la curatrice Antonella Mazza e altre donne sono state fotografate in Piazza Duomo mentre tenevano i piatti. L'atto finale, sostenuto dal Comune di Milano, è un video proiettato sugli schermi di Urban Vision a Roma e Milano. La performance critica il linguaggio mediatico che spesso incolpa le vittime o giustifica i perpetratori, come sottolinea l'attivista Nadia Somma del centro antiviolenza Demetra: 'Rivelare la violenza maschile o patriarcale invece di parlare di raptus, passione o gelosia può fare la differenza tra la morte o la vita delle donne, tra iniquità e giustizia.'

Fatti principali

  • Il progetto si intitola 'Il luogo più pericoloso' e si compone di tre atti.
  • Il rapporto ONU del 2018 ha rilevato che il 58% delle 87.000 donne uccise nel mondo è stato assassinato da partner o familiari.
  • In Italia, 137 donne sono state uccise da familiari in quell'anno.
  • I piatti di ceramica recano frasi come 'mia o di nessuno', 'ti picchio ma ti amo', 'è stato un raptus'.
  • I piatti sono stati esposti per la prima volta nel 2019 al Museo del Novecento di Firenze.
  • Nel 2020, la mostra è diventata un'azione fotografica in Piazza Duomo a Milano.
  • La performance video finale mostra la rottura dei piatti.
  • Il video è proiettato sugli schermi di Urban Vision a Roma e Milano.
  • Nadia Somma, attivista del centro antiviolenza Demetra, è citata.
  • Il progetto ha ricevuto il sostegno del Comune di Milano.

Entità

Artisti

  • Silvia Levenson
  • Natalia Saurin
  • Antonella Mazza
  • Marco Del Comune
  • Nadia Somma

Istituzioni

  • Museo del Novecento
  • Palazzo Reale
  • Comune di Milano
  • Urban Vision
  • Demetra
  • Nazioni Unite

Luoghi

  • Firenze
  • Milano
  • Roma
  • Italia
  • Piazza Duomo

Fonti