'O Solitude' di Catherine Millot esplora la duplice natura della solitudine
In 'O Solitude', la scrittrice e psicoanalista francese Catherine Millot esamina la solitudine come fonte sia di felicità che di angoscia. Il libro inizia con una crociera nel Mediterraneo, dove sperimenta una solitudine beata paragonata a una pagina bianca. Un sogno del padre defunto scatena un dolore puro, che paradossalmente porta pace, collegando dolore puro e amore puro. Millot sostiene che la catastrofe romantica priva della solitudine naturale e non dolorosa dell'infanzia, riempiendola di ansia. Si rifà a Proust, al vortice di Edgar Poe e al concetto di silenzio di Roland Barthes, distinguendo tra silenzio verbale (tacere) e un silenzio più profondo e divino (silere). Per Millot, la solitudine è essenziale per il pensiero libero, la scrittura e la lettura, collegandosi alla libertà silenziosa dell'infanzia. Il libro è strutturato come una serie di capitoli, ciascuno una tappa di un viaggio interiore, ed è descritto come un manuale per la vita perfetta e la saggezza.
Fatti principali
- Catherine Millot è una scrittrice e psicoanalista.
- Il libro è pubblicato da Éditions Gallimard.
- Millot ha precedentemente scritto un manoscritto sulla mistica del XVII secolo Jeanne Guyon.
- Un sogno del padre, morto sette anni prima, innesca riflessioni sul dolore e l'amore.
- Millot fa riferimento a 'Alla ricerca del tempo perduto' di Proust.
- Usa la storia del vortice di Edgar Poe per descrivere l'abisso dell'amore.
- Roland Barthes è citato riguardo al linguaggio come parte del corpo stanca e alla ricerca del vero silenzio.
- Il lavoro precedente di Millot include 'La Vocation de l'écrivain' (1991).
Entità
Artisti
- Catherine Millot
- Jeanne Guyon
- Roland Barthes
- Jacob Boehme
- Edgar Allan Poe
- Marcel Proust
- Colette
Istituzioni
- Éditions Gallimard
Luoghi
- Mediterranean Sea
Fonti
- artpress —