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'O Solitude' di Catherine Millot esplora la duplice natura della solitudine

publication · 2026-04-23

In 'O Solitude', la scrittrice e psicoanalista francese Catherine Millot esamina la solitudine come fonte sia di felicità che di angoscia. Il libro inizia con una crociera nel Mediterraneo, dove sperimenta una solitudine beata paragonata a una pagina bianca. Un sogno del padre defunto scatena un dolore puro, che paradossalmente porta pace, collegando dolore puro e amore puro. Millot sostiene che la catastrofe romantica priva della solitudine naturale e non dolorosa dell'infanzia, riempiendola di ansia. Si rifà a Proust, al vortice di Edgar Poe e al concetto di silenzio di Roland Barthes, distinguendo tra silenzio verbale (tacere) e un silenzio più profondo e divino (silere). Per Millot, la solitudine è essenziale per il pensiero libero, la scrittura e la lettura, collegandosi alla libertà silenziosa dell'infanzia. Il libro è strutturato come una serie di capitoli, ciascuno una tappa di un viaggio interiore, ed è descritto come un manuale per la vita perfetta e la saggezza.

Fatti principali

  • Catherine Millot è una scrittrice e psicoanalista.
  • Il libro è pubblicato da Éditions Gallimard.
  • Millot ha precedentemente scritto un manoscritto sulla mistica del XVII secolo Jeanne Guyon.
  • Un sogno del padre, morto sette anni prima, innesca riflessioni sul dolore e l'amore.
  • Millot fa riferimento a 'Alla ricerca del tempo perduto' di Proust.
  • Usa la storia del vortice di Edgar Poe per descrivere l'abisso dell'amore.
  • Roland Barthes è citato riguardo al linguaggio come parte del corpo stanca e alla ricerca del vero silenzio.
  • Il lavoro precedente di Millot include 'La Vocation de l'écrivain' (1991).

Entità

Artisti

  • Catherine Millot
  • Jeanne Guyon
  • Roland Barthes
  • Jacob Boehme
  • Edgar Allan Poe
  • Marcel Proust
  • Colette

Istituzioni

  • Éditions Gallimard

Luoghi

  • Mediterranean Sea

Fonti