Catherine Millot: 'Abîmes ordinaires' tra psicoanalisi e narrazione
Il nuovo libro di Catherine Millot, 'Abîmes ordinaires', è stato pubblicato da Éditions L'Infini, Gallimard. Sebbene classificato come saggio psicoanalitico, si legge come un romanzo, coinvolgendo il lettore con una promessa di rivelazione. Il libro si apre con un'epigrafe di Meister Eckhart e un ricordo d'infanzia di improvvisa solitudine. Millot esplora vertigini intime in cui il sé sembra annientarsi, attingendo a 'L'esperienza interiore' e 'Il colpevole' di Georges Bataille e al concetto di perdita e vuoto originario di Jacques Lacan. Sostiene che la soggettività viene colta attraverso una via negativa, sovvertendo l'egotismo contemporaneo. Il libro discute l'amore, in particolare l'amore coniugale, usando come esempi le storie di Lev e Sof'ja Tolstoj e di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini. Millot collega l'estasi alla fantasia di rinascita, stimolata dalla morte del padre. L'opera esamina l'economia della salvezza, dove il soggetto trova sostegno nell'assenza di sostegno, mirando alla libertà. Il recensore lo elogia come un'opera rara, intelligente e necessaria, di stampo romanzesco.
Fatti principali
- Catherine Millot ha pubblicato 'Abîmes ordinaires' con Éditions L'Infini, Gallimard.
- Il libro è descritto come un saggio psicoanalitico che si legge come un romanzo.
- Si apre con un'epigrafe di Meister Eckhart e un ricordo d'infanzia.
- Millot fa riferimento a Georges Bataille e Jacques Lacan.
- Il libro esplora l'annientamento del sé e la perdita originaria.
- Discute l'amore coniugale attraverso i Tolstoj e la coppia Bergman-Rossellini.
- La morte del padre di Millot ha influenzato il tema della rinascita attraverso la perdita.
- Il recensore lo considera uno dei pochi veri romanzi pubblicati lo scorso autunno.
Entità
Artisti
- Catherine Millot
- Georges Bataille
- Jacques Lacan
- Meister Eckhart
- Leo Tolstoy
- Sophia Tolstoy
- Ingrid Bergman
- Roberto Rossellini
- Virginia Woolf
- James Joyce
Istituzioni
- Éditions L'Infini
- Gallimard
Fonti
- artpress —