La prefazione di Catherine Millet alle fotografie di Abbas Kiarostami ripubblicata su artpress
La rivista d'arte francese artpress ha ripubblicato la prefazione di Catherine Millet al libro fotografico di Abbas Kiarostami 'A Window into Life' (Nazar, 2010) nel numero di giugno 2021 (n°489). Il testo, originariamente scritto per il terzo volume di una trilogia che include 'Wall' e 'The Doors', non era mai stato distribuito in Francia. Millet ricorda la collaborazione con Mahmoud Bahmanpour, direttore di Nazar Editions, per un numero speciale del 2010 sulla scena artistica iraniana, presentato al Centre Pompidou dove ha avuto l'opportunità di dialogare con Kiarostami. Il Centre Pompidou ospita attualmente una retrospettiva del regista e fotografo fino al 26 luglio 2021, che ha spinto alla ripubblicazione. Nella sua prefazione, Millet riflette sulle fotografie sistematiche, frontali, statiche e prive di affetto di Kiarostami, paragonando il suo approccio a quello degli artisti minimalisti che delegano l'esecuzione attraverso istruzioni precise. Descrive le immagini come allegorie del dispositivo fotografico, con interni bui che fungono da camere oscure. Millet nota che l'oscurità rivela più dettagli dei paesaggi lontani, e che lo spettatore si sente a casa tra le tracce del lavoro umano. Condivide anche una fantasia personale sul primo incontro del neonato con la luce, e osserva che in due fotografie, sagome femminili restituiscono lo sguardo al fotografo, restituendo il suo corpo.
Fatti principali
- artpress ha ripubblicato la prefazione di Catherine Millet a 'A Window into Life' di Abbas Kiarostami nel numero di giugno 2021 n°489.
- La prefazione è stata originariamente scritta per il terzo volume di una trilogia che include 'Wall' e 'The Doors'.
- Millet ha collaborato con Mahmoud Bahmanpour per un numero speciale del 2010 sull'arte iraniana per artpress.
- Il numero speciale è stato presentato al Centre Pompidou dove Millet ha dialogato con Kiarostami.
- Il Centre Pompidou ospita una retrospettiva su Kiarostami fino al 26 luglio 2021.
- Le fotografie di Kiarostami sono descritte come sistematiche, frontali, statiche e prive di affetto.
- Millet paragona il metodo di Kiarostami a quello degli artisti minimalisti che delegano l'esecuzione.
- Le fotografie sono viste come allegorie del dispositivo fotografico, con interni come camere oscure.
- Millet nota che l'oscurità rivela più dettagli dei paesaggi lontani.
- Due fotografie mostrano sagome femminili che restituiscono lo sguardo al fotografo.
Entità
Artisti
- Abbas Kiarostami
- Catherine Millet
- Mahmoud Bahmanpour
- René Magritte
Istituzioni
- artpress
- Éditions Nazar
- Centre Pompidou
- Galerie de France
Luoghi
- Paris
- France
- Téhéran
- Iran
Fonti
- artpress —