Catherine Millet critica la retrospettiva di Soulages al Centre Pompidou
La recensione di Catherine Millet della retrospettiva di Pierre Soulages al Centre Pompidou (14 ottobre 2009 – 8 marzo 2010) critica l'ampia copertura stampa come 'com' superficiale piuttosto che pensiero critico. Sostiene che l'esposizione iniziale di opere su carta degli anni '40-'50 appare costretta, riflettendo la rigidità dell'astrazione della Scuola di Parigi. Millet identifica le migliori opere di Soulages in quelle degli anni '60, dove il gesto è più libero e gli spazi più instabili, in particolare i numeri 48 e 49. Trova il successivo periodo outrenoir ripetitivo, confrontandolo sfavorevolmente con i pannelli in rilievo di Agam e notando che gli effetti di Soulages diventano stancanti. La recensione contrappone Soulages ai pittori astratti americani: i Black Paintings di Ad Reinhardt raggiungono il colore senza fare affidamento sulla luce riflessa, mentre Soulages enfatizza il 'quadro-oggetto'. Millet critica anche il confronto del catalogo con Pollock e Kline, osservando che l'organizzazione riflessiva di Soulages manca della violenza e della jouissance delle sue controparti americane. Conclude che il limite di Soulages è la sua incapacità di lasciarsi andare e godere.
Fatti principali
- La mostra si è svolta dal 14 ottobre 2009 all'8 marzo 2010 al Centre Pompidou, Parigi.
- La recensione di Catherine Millet è stata pubblicata su art press n°363 (gennaio 2010).
- Soulages ha coniato il termine 'outrenoir' per i suoi dipinti dal 1979 che utilizzano solo pigmento nero.
- Millet considera le migliori opere di Soulages quelle degli anni '60, in particolare i numeri 48 e 49.
- L'allestimento della mostra colloca i grandi formati schiena contro schiena nell'ultima sala, un espediente usato da Soulages dalla sua prima mostra al Pompidou 30 anni prima.
- Millet confronta l'outrenoir di Soulages con i pannelli in rilievo di Agam e trova gli effetti di Soulages più lassanti (stancanti).
- Contrappone Soulages a Ryman, notando che Ryman variava maggiormente le tecniche, e alle incisioni nel nero di Degottex.
- Millet critica il confronto del catalogo con i Black Paintings di Ad Reinhardt (1960-1966), sostenendo che l'opera di Reinhardt raggiunge il colore senza luce riflessa.
- Il testo del catalogo di Serge Guilbaut confronta Soulages con Pollock e Kline, enfatizzando l'organizzazione riflessiva di Soulages contro la violenza di Pollock.
- Millet afferma che il limite di Soulages è la sua incapacità di 'lasciarsi andare, spendere, godere'.
Entità
Artisti
- Pierre Soulages
- Catherine Millet
- Harry Bellet
- Hector Obalk
- Pierre Encrevé
- Alfred Pacquement
- Serge Guilbaut
- Yve-Alain Bois
- Éric Suchère
- Ad Reinhardt
- Jackson Pollock
- Franz Kline
- Robert Ryman
- Yaacov Agam
- Gerard Schneider
- Hans Hartung
- Bram Van Velde
- Alfred Manessier
- Jean Degottex
- Charles Lapicque
- Atlan
Istituzioni
- Centre Pompidou
- Musée d'art moderne de la Ville de Paris
- Musée de Montpellier
- art press
- Le Monde
- Le Monde Magazine
- Les Inrockuptibles
Luoghi
- Paris
- France
- Montpellier
Fonti
- artpress —