ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Catherine Millet critica la retrospettiva di Soulages al Centre Pompidou

opinion-review · 2026-04-23

La recensione di Catherine Millet della retrospettiva di Pierre Soulages al Centre Pompidou (14 ottobre 2009 – 8 marzo 2010) critica l'ampia copertura stampa come 'com' superficiale piuttosto che pensiero critico. Sostiene che l'esposizione iniziale di opere su carta degli anni '40-'50 appare costretta, riflettendo la rigidità dell'astrazione della Scuola di Parigi. Millet identifica le migliori opere di Soulages in quelle degli anni '60, dove il gesto è più libero e gli spazi più instabili, in particolare i numeri 48 e 49. Trova il successivo periodo outrenoir ripetitivo, confrontandolo sfavorevolmente con i pannelli in rilievo di Agam e notando che gli effetti di Soulages diventano stancanti. La recensione contrappone Soulages ai pittori astratti americani: i Black Paintings di Ad Reinhardt raggiungono il colore senza fare affidamento sulla luce riflessa, mentre Soulages enfatizza il 'quadro-oggetto'. Millet critica anche il confronto del catalogo con Pollock e Kline, osservando che l'organizzazione riflessiva di Soulages manca della violenza e della jouissance delle sue controparti americane. Conclude che il limite di Soulages è la sua incapacità di lasciarsi andare e godere.

Fatti principali

  • La mostra si è svolta dal 14 ottobre 2009 all'8 marzo 2010 al Centre Pompidou, Parigi.
  • La recensione di Catherine Millet è stata pubblicata su art press n°363 (gennaio 2010).
  • Soulages ha coniato il termine 'outrenoir' per i suoi dipinti dal 1979 che utilizzano solo pigmento nero.
  • Millet considera le migliori opere di Soulages quelle degli anni '60, in particolare i numeri 48 e 49.
  • L'allestimento della mostra colloca i grandi formati schiena contro schiena nell'ultima sala, un espediente usato da Soulages dalla sua prima mostra al Pompidou 30 anni prima.
  • Millet confronta l'outrenoir di Soulages con i pannelli in rilievo di Agam e trova gli effetti di Soulages più lassanti (stancanti).
  • Contrappone Soulages a Ryman, notando che Ryman variava maggiormente le tecniche, e alle incisioni nel nero di Degottex.
  • Millet critica il confronto del catalogo con i Black Paintings di Ad Reinhardt (1960-1966), sostenendo che l'opera di Reinhardt raggiunge il colore senza luce riflessa.
  • Il testo del catalogo di Serge Guilbaut confronta Soulages con Pollock e Kline, enfatizzando l'organizzazione riflessiva di Soulages contro la violenza di Pollock.
  • Millet afferma che il limite di Soulages è la sua incapacità di 'lasciarsi andare, spendere, godere'.

Entità

Artisti

  • Pierre Soulages
  • Catherine Millet
  • Harry Bellet
  • Hector Obalk
  • Pierre Encrevé
  • Alfred Pacquement
  • Serge Guilbaut
  • Yve-Alain Bois
  • Éric Suchère
  • Ad Reinhardt
  • Jackson Pollock
  • Franz Kline
  • Robert Ryman
  • Yaacov Agam
  • Gerard Schneider
  • Hans Hartung
  • Bram Van Velde
  • Alfred Manessier
  • Jean Degottex
  • Charles Lapicque
  • Atlan

Istituzioni

  • Centre Pompidou
  • Musée d'art moderne de la Ville de Paris
  • Musée de Montpellier
  • art press
  • Le Monde
  • Le Monde Magazine
  • Les Inrockuptibles

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Montpellier

Fonti