La rinascita radicale di Casa do Povo a San Paolo
Fondata nel 1946 da ebrei progressisti nel quartiere Bom Retiro di San Paolo, Casa do Povo ha affrontato una crisi trentennale prima che una vigorosa ripresa la trasformasse in un prolifico centro culturale. Sotto la direzione di Benjamin Seroussi, l'istituzione ospita ora una vertiginosa gamma di attività—dalla danza contemporanea e corsi di giornalismo al pugilato, servizi psicoanalitici e un coro yiddish—incarnando una filosofia in cui arte, attivismo e vita comunitaria si intersecano. L'edificio modernista, progettato dall'architetto Ernest Mange nel 1953, presenta spazi adattabili che riflettono la sua storia come luogo di associazione antifascista e memoriale vivente per le vittime dell'Olocausto. Dopo il colpo di stato militare del 1964, divenne un centro di resistenza, ospitando il giornale Nossa Voz e il Teatro d'Arte Israelita Brasiliano (TAIB), sebbene difficoltà finanziarie e dispersione comunitaria portarono al declino. Una rinascita iniziò intorno al 2012, passando da una base comunitaria ebraica all'accoglienza di collettivi diversificati, guidata da tre assi: gedenk (ricordare), tsukunft (futuro) e farain (associazione). Il suo budget annuale è salito da R$60.000 nel 2011 a R$1,2 milioni, finanziando la riattivazione della sua biblioteca e piani per restaurare il TAIB. Il giornale Nossa Voz rilanciato e uno spettacolo del 2018 di Caetano Veloso sottolineano la sua rinnovata vitalità come spazio per provare altri futuri possibili.
Fatti principali
- Casa do Povo fu fondata nel 1946 da ebrei progressisti a Bom Retiro, San Paolo.
- L'istituzione ha vissuto una crisi trentennale prima che una ripresa drammatica iniziasse circa sei o sette anni fa.
- Il direttore Benjamin Seroussi guida il centro, che ora ospita oltre 25 gruppi e collettivi diversificati.
- Il suo edificio modernista in Rua Três Rios fu progettato dall'architetto Ernest Mange e completato nel 1953.
- Lo spazio ha storicamente ospitato associazioni antifasciste, il giornale Nossa Voz e il Teatro d'Arte Israelita Brasiliano (TAIB).
- Servì come centro di resistenza durante la dittatura militare brasiliana dopo il 1964.
- Il budget annuale è cresciuto da R$60.000 nel 2011 a R$1,2 milioni.
- La programmazione attuale è organizzata attorno a tre assi derivati dallo yiddish: gedenk (ricordare), tsukunft (futuro) e farain (associazione).
Entità
Artisti
- Benjamin Seroussi
- Ernest Mange
- Marília Loureiro
- Jean Camoleze
- Mariana Lanari
- Remco van Bladel
- Jorge Wilheim
- André Vainer
- Ilan Szklo
- Silvio Oksman
- Fernanda Montenegro
- Ana Druwe
- Martha Kiss Perrone
- Jakub Rotbaum
- Hugueta Sendacz
- Rino Levi
- Le Corbusier
- Plínio Marcos
- Augusto Boal
- Caetano Veloso
- Marilia Loureiro
- Amós Oz
- Lilia Schwarcz
- Vicente Perrota
- Amos Oz
Istituzioni
- Casa do Povo
- Centro da Cultura Judaica
- Bienal de São Paulo
- Coletivo de diálogo e diversidade de táticas
- TAIB (Teatro de Arte Arte Israelita Brasileiro)
- MST
- Uneafro
- South South
- Raw material
- Green Papaya Project
- British Council
- Relief Fund (Ministerio das Relações Exteriores da Alemanha)
- Foundation for Art Iniciatives (Ffai)
- arte!brasileiros
- G1
- Prefeitura de São Paulo
- Nossa Voz (newspaper)
- Clube da Juventude
- Ginásio Israelita Brasileiro Scholem Aleichem
- Teatro de Arte Israelita Brasileiro (TAIB)
- Teatro de Arena
- Teatro Popular do Sesi
- Coral Tradição
- Pinacoteca
- Oficina Cultural Oswald de Andrade
- Sesc Bom Retiro
- Sala São Paulo
- Teatro Porto Seguro
- Museu de Arte Sacra
- Teatro de Container
- Judeus pela Democracia
- Youth Club
- Brazilian Israeli Gymnasium Scholem Aleichem
- Brazilian Israelite Art Theater (TAIB)
- Arena Theater
- Sesi Popular Theater
- Center for Jewish Culture
- Coral Tradition
Luoghi
- São Paulo
- Brazil
- Bom Retiro
- Brasilândia
- Salvador
- Dakar
- Senegal
- Manilla
- Philippines
- Porto Feliz
- Mato Grosso
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- Rua Três Rios
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