Carmelania Bracco sull'arte e la paura di scomparire
In un saggio personale su Artribune, l'artista Carmelania Bracco riflette sulla paura della scomparsa, della morte e sul ruolo dell'arte come contrappeso al vuoto esistenziale. Descrive un'inquietudine pervasiva che non è tristezza ma una feroce, innominata angoscia ancestrale. Bracco esplora come la consapevolezza della mortalità spinga al bisogno di creare, di affermare la propria esistenza e di arrestare il processo di 'smarginatura'. Sostiene che l'arte e la scrittura servono come esercizi quotidiani per monitorare e dare significato ai propri confini, trasformando le azioni in gesti eterni. Il saggio cita 'Storia della bambina perduta' di Elena Ferrante e include un aneddoto personale su una studentessa algerina che dice 'ma šāʾ Allāh' per preservare un momento bello. Bracco, nata nel 1997, si è diplomata in Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Foggia nel 2018 e attualmente frequenta il Biennio di Decorazione Arte Ambientale.
Fatti principali
- Carmelania Bracco ha pubblicato un saggio su Artribune dal titolo 'Carmelania Bracco. L’arte e la paura di scomparire'.
- Il saggio discute la paura della scomparsa e il ruolo dell'arte nell'affrontare la morte.
- Bracco fa riferimento al romanzo 'Storia della bambina perduta' di Elena Ferrante.
- Descrive un'inquietudine pervasiva che non è tristezza ma una feroce angoscia senza nome.
- Bracco sostiene che l'arte e la scrittura servono come esercizi quotidiani per monitorare i propri confini.
- Racconta un aneddoto su una studentessa algerina che usa la frase 'ma šāʾ Allāh'.
- Bracco è nata nel 1997 e si è diplomata in Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Foggia nel 2018.
- Attualmente frequenta il Biennio di Decorazione Arte Ambientale.
Entità
Artisti
- Carmelania Bracco
- Elena Ferrante
- Davide Monteseno
- Rita Valentino
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Foggia
- Artribune
Luoghi
- Foggia
- Italy