I dipinti di Carel Willink anticipano la desolazione pandemica
Un articolo di Luca Cantore D'Amore su Artribune esamina come i dipinti del maestro olandese Carel Willink (1900–1983) anticipino in modo inquietante la desolazione vissuta durante la pandemia di COVID-19. L'autore sostiene che l'opera di Willink, da lui stesso definita 'Realismo Immaginario' piuttosto che Realismo Magico, evoca un senso di abbandono e intrappolamento. I dipinti raffigurano spazi silenziosi e senza tempo dove le figure appaiono isolate, rispecchiando l'esperienza del lockdown. La nostalgia di Willink è descritta come irrisolta e opprimente, simile al sublime europeo dove la natura è ostile e gli umani sono insignificanti. L'articolo suggerisce che durante la pandemia, il mondo sembra alieno e severo, proprio come le scene desolate di Willink. Il pezzo fa parte di una serie intitolata 'La vita fantasma' su Artribune, che ha precedentemente esplorato temi di ansia nell'arte di Munch, De Chirico, Hopper e Sironi.
Fatti principali
- Carel Willink (1900–1983) è stato un pittore olandese.
- Willink rifiutava l'etichetta di Realismo Magico, preferendo 'Realismo Immaginario'.
- L'articolo è di Luca Cantore D'Amore.
- Pubblicato su Artribune nel marzo 2021.
- Fa parte della serie 'La vita fantasma'.
- La serie ha precedentemente trattato Munch, De Chirico, Hopper e Sironi.
- I dipinti di Willink sono descritti come evocanti desolazione e nostalgia.
- L'articolo traccia paralleli tra l'opera di Willink e l'esperienza della pandemia di COVID-19.
Entità
Artisti
- Carel Willink
- Luca Cantore D'Amore
- Edvard Munch
- Giorgio de Chirico
- Edward Hopper
- Mario Sironi
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Netherlands
- Salerno
- Italy
- Milan
- Politecnico di Milano