Carambolages al Grand Palais: Uno shock per il sistema museale
La mostra 'Carambolages' al Grand Palais di Parigi, curata da Jean-Hubert Martin, sfida le pratiche museali tradizionali raggruppando le opere d'arte in base ad affinità formali o mentali, piuttosto che a categorie cronologiche o spaziali. Il titolo, preso in prestito dal biliardo, suggerisce una collisione a catena, riflettendo l'obiettivo della mostra di scioccare e provocare i visitatori. Martin critica la dipendenza del museo dalle sale periodiche e dalla storia dell'arte lineare, sostenendo che lo spirito del passato è perduto e irraggiungibile. Invece, la mostra adotta un approccio transculturale ispirato a Warburg e Gombrich, presentando opere senza etichette scritte, solo tavolette con riproduzioni in loop. La sala ovale è trasformata in un'opera di Land Art che ricorda City di Michael Heizer o Cretto di Alberto Burri. L'obiettivo è evocare desiderio e interpretazione personale, liberando le opere dai loro contesti originali. Tuttavia, la prospettiva del curatore rimane radicata nella selezione e nel posizionamento delle opere. La mostra è in corso fino al 4 luglio 2016 al Grand Palais.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'Carambolages' al Grand Palais, Parigi
- Curata da Jean-Hubert Martin
- In corso fino al 4 luglio 2016
- Raggruppa le opere per affinità formali o mentali, non per cronologia
- Critica le sale periodiche e la storia dell'arte lineare
- Ispirata alla teoria dell'arte transculturale di Warburg e Gombrich
- Nessuna etichetta scritta; utilizza tavolette con riproduzioni in loop
- Sala ovale trasformata in Land Art che richiama Heizer e Burri
Entità
Artisti
- Jean-Hubert Martin
- Michael Heizer
- Alberto Burri
- Aby Warburg
- Ernst Gombrich
- Hyacinthe Rigaud
- Franco Albini
- Margherita di Brabante
Istituzioni
- Grand Palais
- MuCEM
- Musée Fabre de Montpellier Méditerranée Métropole
- Palazzo Bianco
- Artribune
Luoghi
- Paris
- France
- Montpellier
- Genoa
- Italy