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Carambolages al Grand Palais: Uno shock per il sistema museale

exhibition · 2026-05-05

La mostra 'Carambolages' al Grand Palais di Parigi, curata da Jean-Hubert Martin, sfida le pratiche museali tradizionali raggruppando le opere d'arte in base ad affinità formali o mentali, piuttosto che a categorie cronologiche o spaziali. Il titolo, preso in prestito dal biliardo, suggerisce una collisione a catena, riflettendo l'obiettivo della mostra di scioccare e provocare i visitatori. Martin critica la dipendenza del museo dalle sale periodiche e dalla storia dell'arte lineare, sostenendo che lo spirito del passato è perduto e irraggiungibile. Invece, la mostra adotta un approccio transculturale ispirato a Warburg e Gombrich, presentando opere senza etichette scritte, solo tavolette con riproduzioni in loop. La sala ovale è trasformata in un'opera di Land Art che ricorda City di Michael Heizer o Cretto di Alberto Burri. L'obiettivo è evocare desiderio e interpretazione personale, liberando le opere dai loro contesti originali. Tuttavia, la prospettiva del curatore rimane radicata nella selezione e nel posizionamento delle opere. La mostra è in corso fino al 4 luglio 2016 al Grand Palais.

Fatti principali

  • Mostra intitolata 'Carambolages' al Grand Palais, Parigi
  • Curata da Jean-Hubert Martin
  • In corso fino al 4 luglio 2016
  • Raggruppa le opere per affinità formali o mentali, non per cronologia
  • Critica le sale periodiche e la storia dell'arte lineare
  • Ispirata alla teoria dell'arte transculturale di Warburg e Gombrich
  • Nessuna etichetta scritta; utilizza tavolette con riproduzioni in loop
  • Sala ovale trasformata in Land Art che richiama Heizer e Burri

Entità

Artisti

  • Jean-Hubert Martin
  • Michael Heizer
  • Alberto Burri
  • Aby Warburg
  • Ernst Gombrich
  • Hyacinthe Rigaud
  • Franco Albini
  • Margherita di Brabante

Istituzioni

  • Grand Palais
  • MuCEM
  • Musée Fabre de Montpellier Méditerranée Métropole
  • Palazzo Bianco
  • Artribune

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Montpellier
  • Genoa
  • Italy

Fonti