Il film Candyman (2021) critica la gentrificazione del mondo dell'arte e la violenza razziale attraverso la lente dell'horror
Diretto da Nia DaCosta e prodotto da Jordan Peele, il film horror del 2021 Candyman reinterpreta il classico del 1992, approfondendo l'impatto della gentrificazione sulla comunità artistica di Chicago. La storia segue Anthony McCoy, un artista nero che, mentre lotta con le sue difficoltà creative, scopre il mito di Candyman. I suoi sforzi artistici evocano involontariamente Candyman, provocando caos e violenza. Il film offre una critica al mondo dell'arte, mostrando le accuse di complicità rivolte a McCoy da una critica bianca e lo sfruttamento subito dagli artisti da parte degli sviluppatori. Theaster Gates fa un cameo nella galleria fittizia Night Driver. Con il contributo del consulente Hamza Walker, il film sottolinea la disuguaglianza nel mondo dell'arte e risuona con i movimenti sociali attraverso il tema ricorrente 'say his name', che riecheggia Black Lives Matter.
Fatti principali
- Candyman (2021) è un film horror diretto da Nia DaCosta
- Jordan Peele ha scritto e prodotto il film
- Il film aggiorna la storia di Candyman del 1992 al contemporaneo mondo dell'arte di Chicago
- Il protagonista Anthony McCoy è un artista nero che esplora temi di violenza razziale
- La leggenda di Candyman prevede di pronunciare il suo nome cinque volte davanti a uno specchio
- Il film critica la gentrificazione e la disuguaglianza nel mondo dell'arte
- L'artista di Chicago Theaster Gates appare come espositore nella galleria fittizia
- Il curatore Hamza Walker ha svolto il ruolo di consulente per l'accuratezza del mondo dell'arte nel film
Entità
Artisti
- Anthony McCoy
- Theaster Gates
- Kara Walker
- Julian Schnabel
- Gary Oldman
- Matt Smith
- Jordan Peele
- Nia DaCosta
- Hamza Walker
Istituzioni
- Night Driver gallery
- Museum of Contemporary Art Chicago
- Renaissance Society
- Manual Cinema
Luoghi
- Chicago
- United States
- Los Angeles
- New York