La partecipazione alle fiere d'arte può aumentare il valore di un'opera?
L'articolo esplora se le fiere d'arte possano fungere da piattaforme di accreditamento che aumentano il valore di mercato di un artista, basandosi sulla teoria economica dei 'mercati superstar' e dei 'beni reputazionali'. Si nota che le mostre museali hanno dimostrato di aumentare i prezzi delle opere d'arte, citando la ricerca di Yu-Hsi Liu, Chi-Jung Lu e Chien-Yuan Sher. L'autore sostiene che se le fiere potessero aumentare il valore in modo simile, gli organizzatori acquisirebbero una potente risorsa reputazionale che si estende oltre il periodo della fiera. Il pezzo è scritto da Stefano Monti, partner di Monti&Taft, e pubblicato su Artribune.
Fatti principali
- Il mercato dell'arte è descritto come un 'mercato superstar' in cui le differenze di prezzo tra gli artisti non si basano esclusivamente sul talento.
- La teoria dei 'beni reputazionali' spiega che gli acquirenti pagano un extra per acquisti da venditori di buona reputazione.
- Le mostre museali hanno dimostrato di aumentare significativamente il valore delle opere d'arte, con Gerhard Richter citato come esempio.
- Uno studio di Yu-Hsi Liu, Chi-Jung Lu e Chien-Yuan Sher ha rilevato che il 'passaggio al museo' è correlato a prezzi di aggiudicazione più elevati.
- L'articolo si chiede se le fiere d'arte possano agire come piattaforme di accreditamento che influenzano la valutazione degli artisti.
- Se le fiere potessero dimostrare un aumento del valore, gli organizzatori potrebbero costruire una reputazione che dura tutto l'anno, oltre l'evento stesso.
- L'autore è Stefano Monti, partner di Monti&Taft, specializzato in consulenza e strategia del mercato dell'arte.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel febbraio 2018.
Entità
Artisti
- Gerhard Richter
Istituzioni
- Monti&Taft
- Artribune
Luoghi
- Italy