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L''Assenza' di Byung-Chul Han esplora la filosofia orientale come contrappunto alla metafisica occidentale

publication · 2026-04-20

Il libro di Byung-Chul Han 'Assenza: Sulla cultura e filosofia dell'Estremo Oriente' presenta il pensiero orientale come fondamentalmente radicato nell'assenza, in contrasto con la metafisica occidentale della presenza. Pubblicato originariamente in tedesco nel 2007, questa traduzione inglese di Daniel Steuer è edita da Polity Press al prezzo di £12,99. Han sostiene che l'assenza favorisce l'amicizia mentre la presenza crea alienazione, tracciando distinzioni tra desiderio e indifferenza, dimora e peregrinazione. Il testo esamina manufatti culturali come i dipinti a inchiostro dello Zen buddista, che enfatizzano il biancore della carta, contrapposti al chiaroscuro di Caravaggio o alle opere focalizzate sulla luce di Vermeer. I confronti architettonici includono cattedrali e templi buddisti, mentre i paraventi di carta di riso sono descritti come 'indifferenti' rispetto alle vetrate istoriate. Han cita numerosi filosofi tra cui G.W.F. Hegel, Martin Heidegger, Platone, Immanuel Kant, Confucio e pensatori orientali come Zhuangzi e Laozi. Il libro affronta le politiche identitarie contemporanee e le divisioni sociali, suggerendo che la 'follia' nella leadership potrebbe essere benefica. Lo stile di scrittura di Han si discosta dal suo tipico approccio aforistico verso una prosa esplicativa che difende la sua posizione tra tradizioni orientali e occidentali. Esplora come l'assenza si manifesti nell'urbanistica, nei saluti, nelle visioni del mondo, nel linguaggio e persino nel riso come complemento insapore. L'opera funge infine da strumento per un riavvicinamento globale piuttosto che come mera spiegazione della filosofia dell'Estremo Oriente.

Fatti principali

  • Il libro di Byung-Chul Han 'Assenza: Sulla cultura e filosofia dell'Estremo Oriente' contrappone la metafisica orientale dell'assenza alla metafisica occidentale della presenza
  • Il libro è stato pubblicato originariamente in tedesco nel 2007 e ora appare nella traduzione inglese di Daniel Steuer
  • Polity Press pubblica l'edizione in brossura al prezzo di £12,99
  • Han cita numerosi filosofi tra cui G.W.F. Hegel, Martin Heidegger, Platone, Immanuel Kant, Confucio, Zhuangzi e Laozi
  • Il testo esamina confronti culturali tra dipinti a inchiostro dello Zen buddista e artisti occidentali come Caravaggio e Vermeer
  • Han sostiene che l'assenza favorisce l'amicizia mentre la presenza crea alienazione e autoreferenzialità
  • Il libro affronta le politiche identitarie contemporanee e suggerisce il valore della 'follia' nella leadership
  • Han è un filosofo tedesco di origine sudcoreana precedentemente noto per opere come 'La società della stanchezza' (2015) e 'Shanzai: Decostruzione in cinese' (2017)

Entità

Artisti

  • Byung-Chul Han
  • G.W.F. Hegel
  • Martin Heidegger
  • Plato
  • Heinrich von Kleist
  • Immanuel Kant
  • Confucius
  • Matsuo Basho
  • Zhuangzi
  • Laozi
  • Yoshida Kenkō
  • Jun'ichiro Tanizaki
  • Tao Yuanming
  • Caravaggio
  • Vermeer

Istituzioni

  • Polity

Luoghi

  • South Korea
  • Germany

Fonti