La visione della città galleggiante di Buckminster Fuller del 1962 e la ricerca duratura della levitazione architettonica
Nel 1962, l'architetto Buckminster Fuller immaginò una città galleggiante composta da enormi sfere geodetiche aeree chiamate Cloud Nine, progettate per levitare naturalmente utilizzando aria calda riscaldata dal sole e ancorate alle cime delle montagne. Questo progetto ipotetico mirava a ospitare migliaia di persone, affrontando le politiche di proprietà fondiaria, la carenza di alloggi e la preservazione della natura. Oltre mezzo secolo dopo, realizzare strutture veramente galleggianti sulla Terra rimane un ideale irraggiunto, con supporti ancora necessari nonostante le manipolazioni nella loro posizione, intensità e quantità per avvicinarsi a sfidare la gravità. Il desiderio di superare la gravità continua ad affascinare l'umanità, come si vede nelle esplorazioni architettoniche contemporanee come il Museu de Arte Zaishui di junya ishigami + associates, sebbene la visione specifica di Fuller rimanga irrealizzata.
Fatti principali
- Buckminster Fuller propose la città galleggiante Cloud Nine nel 1962
- Il progetto presentava sfere geodetiche aeree che levitavano tramite aria riscaldata dal sole
- Le strutture dovevano essere ancorate alle cime delle montagne
- Cloud Nine mirava ad alleviare i problemi di proprietà fondiaria e la scarsità di alloggi
- Il progetto intendeva favorire la preservazione della natura
- Creare strutture veramente galleggianti sulla Terra rimane irraggiunto
- I supporti architettonici vengono ancora manipolati per avvicinarsi alla sfida della gravità
- Viene citato il Museu de Arte Zaishui di junya ishigami + associates
Entità
Artisti
- Buckminster Fuller
- junya ishigami
Istituzioni
- junya ishigami + associates
- ArchDaily
Luoghi
- Earth