La Galleria del Partenone del British Museum come prototipo di spazio culturale post-museale
La Duveen Gallery del British Museum, che espone i Marmi del Partenone, presenta un'affascinante sfida architettonica per ripensare gli ambienti museali. Istituita all'inizio del XX secolo grazie al sostegno finanziario del mercante d'arte Joseph Duveen, la galleria reinterpreta il design del Partenone come un vuoto invertito. Lord Elgin rimosse i marmi da Atene tra il 1801 e il 1812, vendendoli successivamente al governo britannico nel 1816. La loro storia espositiva include una mostra temporanea nel 1816 e una galleria permanente istituita nel 1832. Le scelte progettuali di Duveen e la pulizia dei marmi oscurano complesse discussioni storiche. La galleria invita i visitatori a confrontarsi con l'essenza sacra del tempio originale, risuonando con il concetto di 'vuoto carico' proposto dagli architetti Alison e Peter Smithson.
Fatti principali
- I Marmi del Partenone furono rimossi da Atene da Lord Elgin tra il 1801 e il 1812
- Il governo britannico acquistò i marmi nel 1816
- Joseph Duveen finanziò l'attuale galleria con condizioni che includevano il controllo architettonico
- La Duveen Gallery crea una versione architettonica invertita del Partenone
- La galleria è stata descritta come un 'vuoto carico' da Alison e Peter Smithson
- Tate Modern ha aperto nel 2000 nella riconvertita Bankside Power Station
- L'espansionismo museale dal 2000 ha creato tensioni strutturali
- La galleria potrebbe diventare uno spazio per interrogare le narrazioni imperiali
Entità
Artisti
- Lord Elgin
- Joseph Duveen
- Alison Smithson
- Peter Smithson
Istituzioni
- British Museum
- Tate Modern
- ArtReview
Luoghi
- Athens
- Greece
- London
- United Kingdom
- Dunfermline
- Scotland
- Nashville
- United States
- Ottoman Empire