Brexit: il settore culturale britannico diviso sull'uscita dall'UE
Il voto del Regno Unito per lasciare l'Unione Europea ha messo in luce profonde divisioni all'interno del mondo culturale britannico. Munira Mirza, ex consulente culturale di Londra sotto il sindaco pro-Brexit Boris Johnson, sostiene che il Regno Unito contribuisce con 481 milioni di sterline a settimana al bilancio UE, di cui solo la metà ritorna come sovvenzioni – una frazione delle quali finanzia progetti culturali. Lo contrappone al bilancio annuale di 825 milioni di sterline dell'Arts Council England, notando che il Regno Unito paga all'UE in dieci giorni ciò che il Consiglio riceve in un anno. Al contrario, John Whittingdale, nominato Segretario alla Cultura da David Cameron nel maggio 2015, afferma che le arti britanniche prosperano quando sono libere dalle regolamentazioni UE. L'articolo sottolinea che l'euroscetticismo esiste anche all'interno del governo conservatore, non solo nelle aree rurali lontane dalla Londra multiculturale.
Fatti principali
- Il Regno Unito contribuisce con 481 milioni di sterline a settimana al bilancio UE
- Solo la metà del contributo britannico all'UE ritorna come sovvenzioni
- Il bilancio annuale dell'Arts Council England è di 825 milioni di sterline
- Il Regno Unito paga all'UE in 10 giorni ciò che l'Arts Council riceve in un anno
- Munira Mirza era consulente culturale di Londra sotto Boris Johnson
- John Whittingdale è stato nominato Segretario alla Cultura nel maggio 2015
- Whittingdale crede che le arti britanniche possano prosperare senza le regolamentazioni UE
- Il 52% degli elettori britannici ha scelto Leave
Entità
Artisti
- Munira Mirza
- John Whittingdale
- Boris Johnson
- David Cameron
- Massimo Mattioli
Istituzioni
- Arts Council England
- Artribune
- Il Giornale dell'Arte
- Silvia Editrice
Luoghi
- United Kingdom
- London
- Todi
- Perugia
- Turin