La Brexit potrebbe ridefinire il mercato dell'arte europeo, l'Italia potrebbe trarne vantaggio
L'articolo analizza il potenziale impatto della Brexit sul mercato dell'arte, in particolare sull'arte contemporanea. Londra attualmente domina come hub artistico europeo, rappresentando il 23% del mercato globale dell'arte contemporanea (ArtPrice 2015). Se il Regno Unito lasciasse l'UE, vengono considerati tre scenari: la posizione di Londra si rafforza, rimane invariata o i paesi europei guadagnano. L'autore sostiene che l'uscita di Londra creerebbe un vuoto di leadership, potenzialmente a vantaggio di Francia, Germania e Italia. Per l'Italia, ciò potrebbe stimolare riforme fiscali e legislative, come la revisione delle antiquate leggi di notifica che scoraggiano i collezionisti internazionali. Tuttavia, l'autore conclude che la Brexit è improbabile e l'Italia probabilmente rimarrà compiacente.
Fatti principali
- Londra rappresenta il 23% del mercato globale dell'arte contemporanea (ArtPrice 2015).
- Solo Francia (2%) e Germania (1%) hanno oltre l'1% del mercato globale dell'arte contemporanea in Europa.
- Il rapporto Tefaf 2016 classifica Londra come un centro artistico globale di primo piano nonostante l'espansione del mercato cinese.
- La Brexit potrebbe portare a tre scenari: Londra si rafforza, rimane invariata o i paesi europei guadagnano.
- Londra attrae opere d'arte dai membri dell'UE grazie a condizioni di vendita favorevoli e investitori internazionali.
- La Brexit annullerebbe gli accordi fiscali e commerciali che avvantaggiano il mercato dell'arte londinese.
- L'Italia potrebbe trarre vantaggio dalla Brexit riformando le politiche fiscali e le leggi di notifica.
- L'autore ritiene che la Brexit sia improbabile e che l'Italia non cambierà il suo approccio.
Entità
Istituzioni
- Tefaf
- ArtPrice
- Artribune
- Monti&Taft
- la Repubblica
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Italy
- France
- Germany
- Austria
- Belgium
- Switzerland
- Europe
- China
- United States