Padiglione Brasile alla Biennale di Venezia 2026: Comigo Ninguém Pode
Il Padiglione del Brasile alla Biennale di Venezia 2026 è intitolato "Comigo Ninguém Pode", un'espressione che si riferisce alla pianta di canna muta (Dieffenbachia), conosciuta in Brasile come simbolo di protezione spirituale. La mostra riunisce gli artisti contemporanei Rosana Paulino e Adriana Varejão in un dialogo che riscrive performativamente le storie coloniali. Il titolo, un detto popolare, può essere interpretato come "Nessuno può sconfiggermi" o "Non scherzare con me!", alludendo alla tossicità della pianta. La mostra adotta un approccio basato su installazioni, presentando opere commissionate, storiche, mai viste prima e nuove opere su larga scala. Esplora come spiritualità e natura possano rimodellare l'immaginario pubblico, risignificando rovine e ferite coloniali attraverso esseri fantastici e magici.
Fatti principali
- Il Padiglione del Brasile alla Biennale di Venezia 2026 è intitolato 'Comigo Ninguém Pode'
- Il titolo si riferisce alla pianta di canna muta (Dieffenbachia), simbolo di protezione spirituale in Brasile
- La mostra presenta gli artisti Rosana Paulino e Adriana Varejão
- La mostra si concentra sulla riscrittura performativa delle storie coloniali
- Include opere commissionate, storiche, mai viste prima e nuove opere su larga scala
- Approccio basato su installazioni
- Esplora spiritualità, natura e risignificazione delle rovine coloniali
- Sede: Biennale di Venezia, 2026
Entità
Artisti
- Rosana Paulino
- Adriana Varejão
Istituzioni
- Pavilion of Brazil
- Venice Biennale
Luoghi
- Venice
- Italy
- Brazil