Le tre mostre parigine di Boris Achour esplorate attraverso concetti chiave
Tre mostre simultanee a Parigi presentano il lavoro di Boris Achour: 'Cosmos' al Palais de Tokyo (10 settembre–13 ottobre), 'Flash Forward' alla Galerie Chez Valentin (18 ottobre–23 novembre) e 'Promotion' all'Espace Paul Ricard (15 ottobre–23 novembre). I curatori Éric Mangion e François Piron utilizzano parole chiave per illuminare la complessità della pratica di Achour, che impiega incertezza e disfunzione per mettere in discussione la costruzione dell'identità e abbraccia il paradosso. Mangion evidenzia la nozione filosofica del 'possibile' come definita da Robert Musil – la capacità di concepire ciò che potrebbe essere altrimenti – manifestata in opere come 'Ghosty' (un uomo mascherato che cammina), 'Mmmmm' (un pezzo sonoro) e 'Plug & Play' (un controller di gioco fissato al muro). Piron discute l''organizzazione del caos' di Achour attraverso opere come 'Cosmos', una collezione di custodie di videocassette che giustappongono segni culturali disparati, e cita influenze come Douglas Huebler, Fischli & Weiss, Matt Mullican e Marcel Broodthaers. Mangion nota l''evidenza' nel lavoro di Achour, paragonandolo a Duchamp ma senza esoterismo, citando 'Actions Peu', 'Scrupule' (un divano inutilizzabile) e l'insegna al neon 'Je ne veux tout'. Piron analizza il film di Achour 'Spirale', che contrappone movimento lineare e a spirale, e discute l'uso di momenti congelati in opere come 'Stoppeur', 'Sommes' e 'Autoportrait en Coyote'. I curatori concludono che Achour offre l'irrisoluzione come processo cognitivo condiviso basato sul dubbio e sulla sfiducia in sé stessi.
Fatti principali
- Tre mostre simultanee a Parigi: Cosmos al Palais de Tokyo (10 settembre–13 ottobre), Flash Forward alla Galerie Chez Valentin (18 ottobre–23 novembre), Promotion all'Espace Paul Ricard (15 ottobre–23 novembre).
- I curatori Éric Mangion e François Piron utilizzano parole chiave per analizzare il lavoro di Boris Achour.
- Il lavoro di Achour usa incertezza e disfunzione per mettere in discussione l'identità e la sua costruzione.
- Mangion fa riferimento al concetto di 'possibile' di Robert Musil come chiave dell'estetica di Achour.
- Opere discusse: Ghosty, Mmmmm, Plug & Play, Cosmos, Actions Peu, Scrupule, Je ne veux tout, Spirale, Stoppeur, Sommes, Autoportrait en Coyote.
- Piron paragona Cosmos a opere di Douglas Huebler, Fischli & Weiss, Matt Mullican e Marcel Broodthaers.
- Il film di Achour Spirale contrappone movimento lineare e a spirale, criticando il tempo lineare.
- Éric Mangion è direttore del Frac Paca; François Piron è co-direttore dei Laboratoires d'Aubervilliers.
Entità
Artisti
- Boris Achour
- Robert Musil
- Douglas Huebler
- Fischli & Weiss
- Matt Mullican
- Marcel Broodthaers
- Marcel Duchamp
- Jacques Bouveresse
- Brian de Palma
Istituzioni
- Palais de Tokyo
- Galerie Chez Valentin
- Espace Paul Ricard
- Frac Languedoc-Roussillon
- Frac Paca
- Les Laboratoires d'Aubervilliers
- Arc (Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris)
Luoghi
- Paris
- France
- Cahors
- Printemps de Cahors
Fonti
- artpress —