La storia culturale della noia e la scienza moderna esplorate in un nuovo libro
Josefa Ros Velasco, ricercatrice postdottorale presso l'Università Complutense di Madrid e fondatrice dell'Istituto di Studi sulla Noia, ha pubblicato un libro intitolato 'La malattia della noia: dalla filosofia antica alla psicologia moderna'. Quest'opera approfondisce l'evoluzione culturale della noia, presentandola come una disfunzione complessa o un tratto adattivo. Ros Velasco identifica quattro distinti livelli di noia, con gli ultimi tre che possono potenzialmente causare problemi come depressione, dipendenza o addirittura suicidio. La narrazione spazia dall'Antica Grecia alle condizioni psichiatriche contemporanee come l'ADHD, evidenziando come la tecnologia moderna, in particolare gli smartphone, intensifichi i sentimenti di noia. L'articolo fa anche riferimento all'opera del 2015 di Dom Jean-Charles Nault 'Il demone di mezzogiorno', che sostiene la perseveranza come rimedio. Valerie Stivers ha scritto l'articolo, pubblicato su Portico Quarterly.
Fatti principali
- Josefa Ros Velasco è la fondatrice del primo Istituto di Studi sulla Noia al mondo.
- Il libro è intitolato 'La malattia della noia: dalla filosofia antica alla psicologia moderna'.
- Ros Velasco identifica quattro livelli di classificazione della noia.
- La noia può essere disfunzionale e pericolosa, portando a depressione, dipendenza e suicidio.
- Nell'Antica Grecia, la noia era considerata un vizio sociale.
- Il concetto medievale di accidia era noto come 'il demone di mezzogiorno'.
- La noia fu poi vista come una malattia fisica causata da un eccesso di milza.
- Il libro di Dom Jean-Charles Nault 'Il demone di mezzogiorno' suggerisce la perseveranza come cura per la noia.
Entità
Artisti
- Josefa Ros Velasco
- Valerie Stivers
- Dom Jean-Charles Nault
- Seneca
Istituzioni
- Complutense University of Madrid
- Institute of Boredom Studies
- UnHerd US
- Portico Quarterly
Luoghi
- Madrid
- Spain
- France