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Uno studio Bocconi analizza l'impatto della pandemia su musei e teatri italiani

institutional · 2026-04-27

Uno studio del Centro di Conoscenza per le Arti e la Cultura dell'Università Bocconi di Milano ha esaminato come le istituzioni culturali italiane hanno risposto al lockdown da COVID-19. Musei e teatri si sono spostati verso attività digitali: il 77% dei musei si è concentrato sullo storytelling digitale, il 65% sui social media; i teatri hanno fatto affidamento su spettacoli d'archivio (73,5%), interviste (50%) e live streaming (20%). Facebook e Instagram sono stati i più utilizzati; Twitter e LinkedIn meno. Il lockdown ha causato una perdita quasi totale dei ricavi da biglietti, sponsorizzazioni private e raccolte fondi, che si sono spostate verso cause urgenti come gli ospedali. Il personale delle istituzioni pubbliche ha mantenuto gli stipendi, i lavoratori delle fondazioni hanno utilizzato il fondo FIS, e i lavoratori intermittenti sono stati inizialmente esclusi dagli aiuti governativi. Lo studio ha concluso che le istituzioni culturali non possono sopravvivere senza finanziamenti pubblici e devono ripensare i propri modelli di business, riducendo la dipendenza dalla vendita di biglietti. I musei hanno riaperto gradualmente dal 18 maggio con capacità limitata e hanno perso il turismo internazionale, ma le loro strutture hanno permesso un accesso controllato. Ai teatri è stata consentita la riapertura non prima del 15 giugno con limiti rigorosi (200 al chiuso, 1.000 all'aperto, mascherine, distanziamento sociale). I teatri hanno espresso insoddisfazione per la gestione del governo, citando una mancanza di interesse e chiarezza nei decreti.

Fatti principali

  • Studio del Centro di Conoscenza per le Arti e la Cultura, Università Bocconi, Milano
  • Il 77% dei musei ha utilizzato lo storytelling digitale; il 65% i social media
  • Il 73,5% dei teatri ha offerto spettacoli d'archivio; il 50% interviste; il 20% live streaming
  • Facebook e Instagram sono le piattaforme social più utilizzate
  • Il lockdown ha causato la perdita di ricavi da biglietti, sponsorizzazioni e raccolte fondi
  • Il personale delle istituzioni pubbliche ha mantenuto gli stipendi; i lavoratori delle fondazioni hanno utilizzato il fondo FIS
  • I musei hanno riaperto gradualmente dal 18 maggio
  • Ai teatri è stata consentita la riapertura non prima del 15 giugno con limiti di capacità rigorosi

Entità

Artisti

  • Giulia Ronchi

Istituzioni

  • Arts and Culture Knowledge Centre
  • Bocconi University
  • Artribune
  • Croce Rossa
  • FIS (Fondo integrativo salariale)
  • Governo italiano

Luoghi

  • Milan
  • Italy

Fonti