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Biennale Arte 2024: Uno Spettacolo di Biografie e Ontologie Plurali

exhibition · 2026-04-26

La 60ª Biennale di Venezia, intitolata 'Stranieri Ovunque' e curata da Adriano Pedrosa, viene interpretata dal filosofo Nicola Davide Angerame come una manifestazione del 'pensiero debole' di Gianni Vattimo applicato all'arte. Vattimo, scomparso nel 2023, sosteneva una verità plurale e non dogmatica che ascolta le voci marginalizzate. Angerame sostiene che la Biennale incarni questo principio presentando opere del Sud del mondo, artisti della diaspora e tradizioni non accademiche, sfidando i canoni estetici occidentali. La mostra di Pedrosa al Padiglione Centrale e all'Arsenale include opere moderniste del Sud, artisti italiani della diaspora del XX secolo esposti sui Cavalletti di Vetro di Lina Bo Bardi, e una vasta gamma di dipinti e tessuti provenienti da fonti non canoniche. La mostra funge da museo antropologico, ma il suo nucleo risiede in opere individuali che rivelano diversi concetti di bellezza. Pedrosa descrive la bellezza offerta come 'straniera, strana, inquietante e queer'. La Biennale invita gli spettatori a riconfigurare i propri ideali e ad ascoltare le voci 'deboli' delle culture indigene e tradizionali, le cui ontologie—popolate da spiriti e antenati—rispecchiano quelle delle civiltà antiche. Angerame conclude che la mostra ha successo se permette il contatto con una pluralità di ontologie, insegnando un vero ascolto del sussurro alieno.

Fatti principali

  • Il 'pensiero debole' di Gianni Vattimo inquadra la Biennale come una mostra di biografie di 'artisti deboli'.
  • Il curatore Adriano Pedrosa ha intitolato la 60ª Biennale di Venezia 'Stranieri Ovunque'.
  • La mostra presenta opere moderniste del Sud del mondo e artisti italiani della diaspora.
  • I Cavalletti di Vetro di Lina Bo Bardi sono utilizzati per esporre opere di artisti italiani della diaspora del XX secolo.
  • Pedrosa descrive la bellezza in mostra come 'straniera, strana, inquietante e queer'.
  • La Biennale include un gran numero di dipinti e tessuti provenienti da tradizioni non accademiche.
  • Angerame sostiene che la mostra presenti una pluralità di ontologie, riecheggiando visioni del mondo antiche e indigene.
  • La mostra mira a insegnare agli spettatori ad ascoltare voci che appaiono aliene.

Entità

Artisti

  • Gianni Vattimo
  • Adriano Pedrosa
  • Lina Bo Bardi
  • Philippe Descola
  • Nicola Davide Angerame

Istituzioni

  • La Biennale di Venezia
  • Artribune

Luoghi

  • Venice
  • Italy

Fonti