Il 'Le Monde possible' di Bertrand Westphal mappa la politica della rappresentazione
In 'Le Monde possible' (Editions de Minuit), Bertrand Westphal indaga i ruoli della geografia e della cartografia come strumenti di guerra e controllo, sostenendo che le terre sono perpetuamente divise e appropriate. Fa riferimento a filosofi come Pascal e Rousseau riguardo alle implicazioni dell'usurpazione. Quest'opera funge da 'indagine geocritica a lungo termine' che analizza le rappresentazioni territoriali attraverso diverse lenti cartografiche e letterarie. Ampliando la sua pubblicazione del 2007 'Géocritique. Réel, fiction, espace', Westphal presenta intuizioni provenienti da prospettive occidentali, arabe, cinesi e africane. Sostiene che la globalizzazione ha eliminato gli 'spazi vuoti' dalle mappe, restringendo così la nostra comprensione dell'ignoto. Il libro solleva domande sulla possibilità di sperimentare l'infinito in mezzo all'interconnettività globale. Recensione di Francis Wybrands su artpress.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Le Monde possible' di Bertrand Westphal
- Editore: Editions de Minuit
- Il libro è una 'indagine geocritica a lungo termine'
- Analizza la cartografia come strumento di guerra e dominio
- Cita Pascal, Rousseau e altri sull'usurpazione territoriale
- Si basa sul 'Géocritique. Réel, fiction, espace' del 2007 di Westphal
- Esamina prospettive occidentali, arabe, cinesi e africane
- Sostiene che la globalizzazione ha eliminato gli spazi sconosciuti dalle mappe
Entità
Artisti
- Bertrand Westphal
- Francis Wybrands
Istituzioni
- Editions de Minuit
- artpress
Fonti
- artpress —