Pubblicato dopo decenni 'Le regard idéologique' di Bernard Rancillac
Bernard Rancillac, figura chiave della Figuration narrative, ha finalmente pubblicato 'Le regard idéologique', scritto tra il 1975 e il 1979. Il libro è un resoconto in prima persona di un artista impegnato alla ricerca di un'alternativa al modello capitalista, che sostiene l'arte popolare, la pittura murale e un'arte collettiva, realistica, persino 'realista socialista'. Rancillac raccoglie osservazioni dai suoi viaggi all'estero, confrontandole con letture teoriche e riflessioni tratte dalle proprie esperienze, opere, incontri, emozioni, convinzioni e sogni. La sua lente ideologica scruta tutto, dalla creazione del Centro Georges Pompidou alla situazione dei pittori russi da Stalin a Krusciov, dalle istruzioni impartite agli artisti dal Partito Comunista Francese (PCF) alle situazioni artistiche in Romania, Portogallo e Albania. Il testo offre una preziosa analisi delle politiche culturali del dopoguerra, scritta da un artista, e include ritratti acidi. Tuttavia, solleva domande sul coraggio o sull'imprudenza di pubblicare invariato un testo entusiasta di regimi orwelliani come l'Albania di Enver Hoxha o la Rivoluzione Culturale di Mao, nonostante i successivi disconoscimenti storici. Rancillac, che vive a Malakoff, ammette di contraddirsi costantemente e di amare i fiori carnivori della società liberale.
Fatti principali
- Bernard Rancillac è un pittore principale della Figuration narrative.
- Il libro 'Le regard idéologique' è stato scritto tra il 1975 e il 1979.
- La pubblicazione è avvenuta nel 2001.
- Rancillac sostiene l'arte popolare, la pittura murale e un'arte collettiva e realistica.
- Il libro tratta della creazione del Centro Georges Pompidou.
- Discute dei pittori russi da Stalin a Krusciov.
- Affronta le istruzioni del PCF agli artisti.
- Rancillac vive a Malakoff.
Entità
Artisti
- Bernard Rancillac
Istituzioni
- Centre Georges Pompidou
- French Communist Party (PCF)
Luoghi
- Malakoff
- France
- Russia
- Romania
- Portugal
- Albania
Fonti
- artpress —