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Bernard Plossu sulla fotografia, l'intuizione e l'astratto invisibile

publication · 2026-04-24

Nel libro-intervista 'L'Abstraction invisible' (Textuel), il fotografo Bernard Plossu riflette sulla sua vita e il suo lavoro, sottolineando un approccio intuitivo e anti-intellettuale al mezzo. Descrive la fotografia come un modo di essere nel mondo, prediligendo un obiettivo da 50mm per la sua 'giusta distanza' e neutralità. Plossu rifiuta l'istante decisivo di Henri Cartier-Bresson, cercando invece atmosfere di 'non-tempo'. Insiste sulla composizione come astrazione di linee di forza. Sebbene spesso associato al bianco e nero sfocato, è stato un colorista fin dall'inizio. Le sue immagini preferite sono quelle che sembrano fallite, che conserva in una scatola 'sperimentale' mai mostrata in Francia. Rivendica una discendenza dal 'classicismo francese' di Corot, ma mantiene una distanza dall'arte, affermando di essere diventato fotografo perché è un'attività professionale, non eterea.

Fatti principali

  • Il libro si intitola 'L'Abstraction invisible' ed è pubblicato da Textuel.
  • Bernard Plossu è il fotografo intervistato.
  • Plossu rifiuta l'intellettualismo e predilige un approccio intuitivo.
  • Usa un obiettivo da 50mm per neutralità e 'giusta distanza'.
  • Contrasta il suo approccio con l'istante decisivo di Henri Cartier-Bresson.
  • Plossu è stato un colorista fin dall'inizio della sua carriera.
  • Le sue fotografie preferite sono quelle che sembrano fallite, conservate in una scatola 'sperimentale'.
  • Cita Corot come influenza ma distingue la fotografia dall'arte.

Entità

Artisti

  • Bernard Plossu
  • Henri Cartier-Bresson
  • Corot

Istituzioni

  • Textuel

Luoghi

  • Mexico
  • Sahel
  • United States
  • Europe
  • France

Fonti