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Lo spazio esistenziale di Berlinde De Bruyckere alla Fondazione Morra

exhibition · 2026-05-04

L'articolo è una meditazione filosofica sullo spazio esistenziale, il tempo e l'essere, inquadrata attraverso l'opera dell'artista Berlinde De Bruyckere. Fa riferimento a Martin Heidegger e Agostino d'Ippona per esplorare i concetti di temporalità ed esistenza. Il testo descrive un'installazione alla Fondazione Morra di Napoli (2019), concentrandosi sulla scultura di De Bruyckere di due corna di cervo fatte di carne, che l'autore interpreta come simbolo della vulnerabilità umana e della lotta tra essere e non-essere. Le corna, appese a una parete, sono viste come un'armatura scartata, che rappresenta il peso dell'esistenza e il tentativo di trascendere i propri limiti. L'autrice, Lucrezia Longobardi, collega l'opera a più ampie questioni esistenziali, sottolineando il corpo come unica prova dell'esistenza e sede della mortalità. Il pezzo fa parte di una serie sullo spazio esistenziale.

Fatti principali

  • L'articolo discute il concetto di spazio esistenziale attraverso l'opera di Berlinde De Bruyckere.
  • Fa riferimento ai filosofi Martin Heidegger e Agostino d'Ippona sul tempo e l'essere.
  • L'installazione 'Lo spazio esistenziale. Definizione #2' si è tenuta alla Fondazione Morra, Napoli nel 2019.
  • Un'opera chiave presenta due corna di cervo fatte di carne, che simboleggiano la vulnerabilità umana.
  • Le corna sono descritte come un'armatura scartata, che rappresenta il peso dell'esistenza.
  • L'autrice è Lucrezia Longobardi, nata nel 1991 in provincia di Napoli.
  • Il testo fa parte di una serie intitolata 'Sulla dimensione dello spazio esistenziale #2'.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune.

Entità

Artisti

  • Berlinde De Bruyckere
  • Lucrezia Longobardi

Istituzioni

  • Fondazione Morra
  • Artribune
  • Accademia di Belle Arti di Napoli

Luoghi

  • Naples
  • Italy
  • Napoli

Fonti