Tribunale di Berlino si pronuncia contro l'etichetta di estremista per il gruppo Jewish Voice
Il Tribunale amministrativo di Berlino ha stabilito che l'agenzia di intelligence interna tedesca (Verfassungsschutz) non può più classificare il gruppo 'Jüdische Stimme für einen gerechten Frieden in Nahost e. V.' come 'provatamente estremista' per il momento. Il gruppo, che mette apertamente in discussione il diritto all'esistenza di Israele, ha pubblicato su Instagram il 10 ottobre 2023 un post in cui definiva il massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 una 'fuga di prigione dopo che i detenuti erano stati condannati all'ergastolo semplicemente per essere palestinesi'. Il tribunale ha stabilito che la mancanza di empatia per le vittime del terrore israeliane non costituisce un incitamento alla violenza e che le espressioni di opinione non sono preparazione alla violenza. La decisione solleva interrogativi sull'influenza del gruppo nel dibattito pubblico e sui limiti della libertà di espressione. Christian Rath di taz ha commentato la sentenza nel numero corrente di Der Freitag.
Fatti principali
- Il Tribunale amministrativo di Berlino ha stabilito che il Verfassungsschutz non può classificare 'Jüdische Stimme' come 'provatamente estremista'.
- Il gruppo mette in discussione il diritto all'esistenza di Israele.
- Un post del 10 ottobre 2023 definiva l'attacco di Hamas una 'fuga di prigione'.
- Il massacro di Hamas è avvenuto il 7 ottobre 2023.
- Tribunale: la mancanza di empatia non è un incitamento alla violenza.
- Le opinioni non sono preparazione alla violenza.
- La sentenza è una decisione provvisoria (Eilverfahren).
- Christian Rath di taz ha commentato su Der Freitag.
Entità
Istituzioni
- Jüdische Stimme für einen gerechten Frieden in Nahost e. V.
- Verfassungsschutz
- Verwaltungsgericht Berlin
- taz
- Der Freitag
Luoghi
- Berlin
- Germany