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La Biennale di Berlino affronta critiche per l'esposizione di immagini di tortura di Abu Ghraib accanto alle opere di artisti iracheni

opinion-review · 2026-04-20

La Biennale di Berlino 2022 ha esposto 'Poison Soluble' (2013) di Jean-Jacques Lebel all'Hamburger Bahnhof Museum, presentando fotografie ingrandite della prigione di Abu Ghraib insieme alle opere degli artisti iracheni Sajjad Abbas, Layth Kareem e Raed Mutar. Il curatore capo Kader Attia ha difeso l'inclusione definendola uno 'stimolo provocatorio' per confrontarsi con il colonialismo americano. Rijin Sahakian, che ha prestato l'opera di Mutar, ha scritto una lettera aperta criticando l'esposizione, sottolineando che Kareem ha rivelato che membri della sua famiglia erano stati imprigionati ad Abu Ghraib senza il consenso per l'uso delle immagini. Gli artisti iracheni hanno ritirato le loro opere. La controversia segue decenni di dibattito sull'etica nell'esposizione di immagini di tortura, con riferimenti a 'Davanti al dolore degli altri' (2003) di Susan Sontag e 'Torture and the Ethics of Photography' (2007) di Judith Butler. L'articolo collega questo a modelli più ampi di politica della consapevolezza, citando il servizio fotografico 'State of Emergency' di Vogue Italia del 2006 di Steven Meisel che erotizzava le immagini della Guerra al Terrore. Il contesto storico include la fuga di notizie del 2004 di CBS News sui filmati degli abusi di Abu Ghraib, il rilascio del Dipartimento della Difesa del 2016 di 198 foto di abusi e il rilascio del 2022 del prigioniero di Guantánamo Saifullah Paracha. Lo studioso di diritto Scott McClintock ha analizzato Guantánamo come un 'apparato materiale e simbolico di potere'. Il pezzo critica come le istituzioni artistiche strumentalizzino il trauma sotto la retorica della decolonizzazione senza creare le condizioni per una coscienza politica.

Fatti principali

  • 'Poison Soluble' di Jean-Jacques Lebel esposto alla Biennale di Berlino 2022
  • L'opera includeva fotografie ingrandite delle torture di Abu Ghraib
  • Gli artisti iracheni Sajjad Abbas, Layth Kareem e Raed Mutar esposti accanto
  • Il curatore Kader Attia ha difeso l'esposizione come confronto con il colonialismo
  • Rijin Sahakian ha criticato la mostra in una lettera aperta
  • Gli artisti iracheni hanno ritirato le loro opere dalla biennale
  • La controversia segue decenni di dibattiti etici sulle immagini di tortura
  • Collegamenti fatti al servizio fotografico 'State of Emergency' di Vogue Italia del 2006

Entità

Artisti

  • Jean-Jacques Lebel
  • Sajjad Abbas
  • Layth Kareem
  • Raed Mutar
  • Steven Meisel
  • Kader Attia
  • Rijin Sahakian
  • Susan Sontag
  • Judith Butler
  • Zoé Samudzi
  • Seymour Hersh
  • Donald Rumsfeld
  • George W. Bush
  • Janis Karpinski
  • Geoffrey Miller
  • Scott McClintock
  • Ruth Bader Ginsburg

Istituzioni

  • Berlin Biennale
  • Hamburger Bahnhof Museum
  • Amnesty International
  • American Civil Liberties Union
  • CBS News
  • US Department of Defense
  • Vogue Italia
  • US Transport and Security Administration
  • US Supreme Court

Luoghi

  • Berlin
  • Germany
  • Guantánamo Bay
  • Cuba
  • Pakistan
  • Iraq
  • Afghanistan
  • Abu Ghraib prison
  • Baghdad
  • United States

Fonti