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L'album 'Broken Spectre' di Ben Frost criticato come dichiarazione ambientale esagerata

opinion-review · 2026-04-20

Il produttore sperimentale australiano-islandese Ben Frost ha pubblicato il suo primo album in studio dopo cinque anni, 'Broken Spectre' (2022), che descrive come un documento del fallimento della volontà politica e dell'immaginazione nell'affrontare la deforestazione amazzonica sotto le politiche di Jair Bolsonaro. L'album funge da colonna sonora per l'installazione dell'artista visivo Richard Mosse con lo stesso titolo, in mostra presso i 180 Studios di Londra fino al 30 dicembre. Mosse ha utilizzato telecamere a imaging termico sul fogliame della foresta pluviale mentre Frost ha manipolato registrazioni sul campo di fauna, flora, insetti, mammiferi e uccelli, rallentandole per catturare suoni inudibili. I critici sostengono che l'approccio grandioso dell'album si traduca in un suono banale e opprimente che non riesce a comunicare la scala dell'Amazzonia, con tracce come 'The Index' e 'The Killing Ground' che risultano machiste e trite. La conclusione dell'album con 'The Crystal World' che si interrompe nel silenzio dopo 4:14 manca di impatto drammatico. Il progetto di Frost viene contrapposto alle pratiche musicali più riuscite legate al paesaggio di artisti come Richard Skelton, Laura Cannell e Nkisi, che affrontano i loro soggetti con umiltà e meraviglia. La recensione suggerisce che l'arroganza di Frost rispecchi gli atteggiamenti umani problematici verso la natura che intende criticare, paragonandola ad attività transazionali come il forest bathing o il disboscamento.

Fatti principali

  • Ben Frost ha pubblicato 'Broken Spectre' nel 2022, il suo primo album in studio dopo cinque anni
  • Frost descrive l'album come un documento del fallimento della volontà politica e dell'immaginazione nell'affrontare la deforestazione amazzonica
  • L'album fa da colonna sonora all'installazione di Richard Mosse presso i 180 Studios di Londra fino al 30 dicembre
  • Mosse ha utilizzato telecamere a imaging termico sul fogliame della foresta pluviale mentre Frost ha manipolato registrazioni sul campo
  • Frost ha rallentato le registrazioni per catturare suoni inudibili di fauna, flora, insetti, mammiferi e uccelli
  • I critici trovano l'album opprimente e banale, con tracce come 'The Index' e 'The Killing Ground' che risultano machiste
  • L'album termina con 'The Crystal World' che si interrompe nel silenzio dopo 4:14
  • La recensione contrappone l'approccio di Frost a quello di artisti come Richard Skelton, Laura Cannell e Nkisi che mostrano maggiore umiltà

Entità

Artisti

  • Ben Frost
  • Richard Mosse
  • Chris Watson
  • David Attenborough
  • Richard Skelton
  • Laura Cannell
  • Nkisi
  • Stanley Schtinter
  • Derek Jarman

Istituzioni

  • 180 Studios
  • ArtReview

Luoghi

  • London
  • United Kingdom
  • Amazon
  • Brazil
  • Suffolk
  • Norfolk
  • Britain
  • Avebury

Fonti