L'ipocrisia della libertà di Avish Khebrehzadeh alla M77
Avish Khebrehzadeh (Teheran, 1969) presenta una mostra personale alla M77 di Milano, inaugurata con un grande murale dove dipinti incastonati in una rete di rami bluastri e illuminati da luce ultravioletta denunciano l'ipocrisia della libertà romantica attraverso figure umane dure e granulari. Nella stanza adiacente, una successione di 'gong' segna una corsa di cavalli sfrenati proiettata continuamente sulla parete, trasformando l'ideale selvaggio di libertà in conformismo. Al piano superiore, disegni, dipinti e installazioni affrontano la violenza insensata della rivoluzione guidata dall'ayatollah Khomeyni, che sfruttò l'odio di classe verso la monarchia dello scià Mohammad Reza Pahlavi per instaurare una repubblica altrettanto repressiva finanziata dagli Stati Uniti in cambio di accesso preferenziale alle risorse naturali. Carri armati disegnati su carta si interfacciano con dipinti rosso sangue dove i tratti del volto coincidono con lacerazioni della tela, mentre un mandala di immagini cosmiche proiettato sul pavimento narra la fuga di Khebrehzadeh dal regime sciita.
Fatti principali
- Mostra alla M77 di Milano
- Presenta un grande murale con dipinti illuminati da luce ultravioletta
- Stanza adiacente con proiezione di una corsa di cavalli e suoni di gong
- Piano superiore con disegni, dipinti e installazioni
- Affronta la rivoluzione iraniana e l'ayatollah Khomeyni
- Riferimento allo scià Mohammad Reza Pahlavi
- Critica al finanziamento statunitense della Repubblica Islamica
- Include una proiezione a mandala sulla fuga di Khebrehzadeh
Entità
Artisti
- Avish Khebrehzadeh
- Arianna Cavigioli
Istituzioni
- M77
- Artribune
- NABA
Luoghi
- Milan
- Italy
- Teheran
- Iran