Lo Stato austriaco si ritira dal patrocinio teatrale
La politica teatrale austriaca privilegia le istituzioni di corte e orientate ai festival, lasciando il 'terzo teatro' non istituzionale senza sostegno sia durante la restaurazione culturale del dopoguerra che dopo l'apertura del paese al mondo. I palcoscenici ufficiali ricevono l'80% dei sussidi, mentre i palcoscenici indipendenti si dividono il resto. Gli artisti d'avanguardia subiscono anche pressioni da gruppi politici di estrema destra e dalla stampa scandalistica. Lo Stato sembra abbandonare gradualmente il patrocinio culturale, trasferendo la responsabilità dei finanziamenti alla sponsorizzazione privata. Una piccola rivolta di artisti ha portato al progetto del Cancelliere Klima di ripristinare un ministero dedicato alla cultura.
Fatti principali
- La politica teatrale austriaca privilegia il teatro di corte e orientato ai festival.
- Il 'terzo teatro' non istituzionale non è mai stato sostenuto.
- I palcoscenici ufficiali ricevono l'80% dei sussidi.
- I palcoscenici indipendenti si dividono il restante 20%.
- Gli artisti d'avanguardia subiscono pressioni da gruppi di estrema destra e dalla stampa scandalistica.
- Lo Stato sta passando dal patrocinio pubblico alla sponsorizzazione privata.
- Una piccola rivolta di artisti ha portato al progetto del Cancelliere Klima per un ministero della cultura dedicato.
- L'articolo è stato pubblicato su artpress nell'ottobre 1998.
Entità
Istituzioni
- artpress
Luoghi
- Austria
Fonti
- artpress —