ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Aryz sulla resistenza alla mercificazione dell'arte e il valore dell'errore

artist · 2026-04-26

In un'intervista con Artribune, l'artista spagnolo Aryz (Octavi Serra Arrizabalaga, nato nel 1988 a Palo Alto) discute la sua posizione critica contro il branding e la mercificazione dell'arte contemporanea. Sottolinea l'importanza del processo, dell'errore e del tempo rispetto alla produzione commerciale, rifiutando gerarchie rigide tra i linguaggi artistici. Aryz si muove tra spazio pubblico e musei, adattando la sua tavolozza e tecnica a ogni contesto: i murales richiedono semplicità e integrazione con l'architettura, mentre la pittura a olio sfrutta l'essiccazione lenta per la profondità. Apprezza una qualità senza tempo nel suo lavoro, evitando le tendenze. Sull'indipendenza artistica, nota che i social media permettono un coinvolgimento diretto del pubblico senza intermediari tradizionali, consentendo l'autonomia economica attraverso la vendita di stampe. Tuttavia, riconosce la tensione tra libertà e approvazione del mercato, che spesso porta gli artisti a ripetere formule di successo. Aryz difende l'errore come essenziale ma un lusso sotto scadenze. Critica la pianificazione eccessiva dei murales pubblici, dove le istituzioni richiedono rendering dettagliati, soffocando l'improvvisazione e la forza critica. Preferisce i musei per la contemplazione e lo spazio pubblico per il dialogo sociale, relegando le gallerie a un ruolo secondario a causa delle pressioni del mercato. L'intervista è stata condotta da Diana Cava.

Fatti principali

  • Aryz è lo pseudonimo di Octavi Serra Arrizabalaga, nato nel 1988 a Palo Alto.
  • Critica il branding e la mercificazione dell'arte contemporanea.
  • Dà priorità al processo, all'errore e al tempo rispetto alla produzione commerciale.
  • Adatta la sua tavolozza e tecnica al contesto: i murales usano forme semplici, la pittura a olio sfrutta l'essiccazione lenta.
  • Cerca una qualità senza tempo nel suo lavoro, evitando le tendenze.
  • I social media gli permettono un coinvolgimento diretto del pubblico e l'indipendenza economica tramite la vendita di stampe.
  • Ritiene che le pressioni del mercato spesso portino gli artisti a ripetere formule di successo.
  • Critica la pianificazione eccessiva nei murales pubblici, che riduce l'improvvisazione e la forza critica.
  • Preferisce i musei per la contemplazione e lo spazio pubblico per il dialogo sociale.
  • L'intervista è stata condotta da Diana Cava e pubblicata su Artribune.

Entità

Artisti

  • Aryz
  • Octavi Serra Arrizabalaga
  • Diana Cava

Istituzioni

  • Artribune

Luoghi

  • Palo Alto
  • United States
  • Spain

Fonti