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Il mondo dell'arte reagisce all'elezione di Trump: shock e incertezza

opinion-review · 2026-05-05

L'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha sconvolto il mondo dell'arte americano, con professionisti della cultura che esprimono incredulità, paura e la determinazione a diventare più attivisti. Gian Maria Tosatti, artista italiano che vive negli Stati Uniti, afferma di non aver mai richiesto un visto per immigrazione perché l'America ha votato per Trump e G.W. Bush due volte; si considera un ospite. Federico Solmi nota che nessuno a New York e Los Angeles credeva che Trump potesse vincere, e che il paese è profondamente diviso. Vincenzo de Bellis, al Walker Art Center di Minneapolis, descrive l'atmosfera come funerea; quattro dei sette colleghi non sono venuti al lavoro. Teme che le politiche protezionistiche di Trump possano danneggiare artisti e curatori stranieri, rendendo gli Stati Uniti non più un luogo di libertà e opportunità. Chiara Bernasconi, a New York, dice che il mondo dell'arte vive in una bolla e non si aspettava questo risultato; ricorda le critiche passate di Trump all'opera di Chris Ofili come 'degenerata' e il suo desiderio di tagliare i fondi al NEA. Silvia Filippini Fantoni sottolinea che, sebbene i musei non dipendano dai finanziamenti statali, le loro dotazioni sono investite in borsa, che potrebbe soffrire sotto Trump. Alessandro Facente collega la vittoria di Trump alla tendenza antipolitica in Occidente, ma crede che la base individualistica degli Stati Uniti possa sostenere la cultura critica. I commenti sono stati raccolti da Artribune in collaborazione con Neve Mazzoleni.

Fatti principali

  • Donald Trump eletto presidente degli Stati Uniti nel 2016.
  • Gian Maria Tosatti non ha mai richiesto un visto per immigrazione negli Stati Uniti perché l'America ha votato per Trump e G.W. Bush.
  • Federico Solmi dice che il mondo culturale americano è sotto shock e ha sottovalutato le possibilità di Trump.
  • Vincenzo de Bellis riporta un'atmosfera funerea al Walker Art Center di Minneapolis; quattro dei sette colleghi non sono venuti al lavoro.
  • Chiara Bernasconi ricorda che Trump ha definito 'degenerata' l'opera 'The Holy Mary Virgin' di Chris Ofili e voleva tagliare i fondi al NEA.
  • Silvia Filippini Fantoni nota che le dotazioni dei musei sono investite in borsa, vulnerabili a una crisi sotto Trump.
  • Alessandro Facente collega la vittoria di Trump all'antipolitica in Occidente, ma crede che l'individualismo americano possa sostenere la cultura.
  • Artribune ha raccolto commenti da professionisti dell'arte italiani negli Stati Uniti.

Entità

Artisti

  • Gian Maria Tosatti
  • Federico Solmi
  • Vincenzo de Bellis
  • Chiara Bernasconi
  • Silvia Filippini Fantoni
  • Alessandro Facente
  • Chris Ofili
  • George Grosz
  • Michael Bloomberg

Istituzioni

  • Walker Art Center
  • National Endowment for the Arts
  • Artribune

Luoghi

  • United States
  • New York
  • Los Angeles
  • Minneapolis
  • Minnesota

Fonti