Art Orienté Objet Esplora le Connessioni Interspecie alla M
Il duo artistico Art Orienté Objet, composto da Marion Laval-Jeantet e Benoît Mangin, fonde scienze dure e discipline umanistiche in opere che celebrano la vita, come presentato in un'intervista di Annick Bureaud pubblicata su artpress numero 420 nel marzo 2015. La loro pratica trascende le categorie tradizionali, mescolando etologia, etnografia, biologia e antropologia per favorire incontri con l'altro. Il duo esponeva al centro d'arte contemporanea La M durante questo periodo, evidenziando il loro approccio interdisciplinare. Questa copertura sottolinea il loro impegno nell'esplorare i sistemi viventi attraverso l'indagine artistica, con l'intervista che approfondisce le loro metodologie e basi filosofiche. La pubblicazione offre una visione del loro processo creativo e del significato del loro lavoro nel discorso dell'arte contemporanea, enfatizzando un focus sulle intersezioni biologiche e antropologiche. L'articolo posiziona la loro mostra come un momento chiave per confrontarsi con entità non umane e temi ecologici, riflettendo tendenze più ampie nelle collaborazioni arte-scienza. I contributi di Art Orienté Objet sfidano i confini convenzionali, offrendo una prospettiva unica sulla relazione tra esseri umani e altre forme di vita.
Fatti principali
- Art Orienté Objet è un duo composto da Marion Laval-Jeantet e Benoît Mangin
- Il loro lavoro combina scienze dure e discipline umanistiche
- Si concentrano su etologia, etnografia, biologia e antropologia
- Un'intervista con loro è stata pubblicata su artpress numero 420 nel marzo 2015
- L'intervista è stata condotta da Annick Bureaud
- Esponevano al centro d'arte contemporanea La M in quel periodo
- La loro arte celebra la vita ed esplora le connessioni interspecie
- L'articolo occupa le pagine 32-38 della pubblicazione
Entità
Artisti
- Marion Laval-Jeantet
- Benoît Mangin
- Annick Bureaud
Istituzioni
- artpress
- La M
Fonti
- artpress —